Modalità, indirizzi e obiettivi per la predisposizione dei PDZ.

Il Piano di zona (PDZ) è lo strumento fondamentale per la definizione del sistema integrato degli interventi e servizi sociali del territorio di competenza dei Comuni associati negli ambiti distrettuali, ovvero del Servizio sociale dei Comuni (SSC), ed è disciplinato dall’articolo 24 della LR 6/2006.

Con DGR 458 del 22 marzo 2012, la Giunta regionale ha approvato linee guida che definiscono modalità, indirizzi e obiettivi per la predisposizione dei PDZ.

Le linee guida regionali confermano che il PDZ è lo strumento locale per favorire la riprogrammazione, il rafforzamento e la messa in rete di interventi e di servizi sociali e promuovono:
- il potenziamento della gestione associata dei servizi e degli interventi;
- la riqualificazione delle risorse disponibili;
- la valorizzazione della sussidiarietà nelle sue dimensioni verticale e orizzontale;
- la promozione dell’effettiva integrazione sociosanitaria;
- il perseguimento di una concezione ampia di politica sociale che permetta di connettere le politiche socioassistenziali tradizionali con le forme di contrasto delle nuove povertà, le politiche attive del lavoro, della famiglia, della casa, ecc.

Le principali caratteristiche che guidano l’intero percorso di costruzione del PDZ possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
- la propositività: il PDZ non è affermazione di teorie, né solo descrizione dell’esistente, ma programmazione di interventi e di servizi in uno specifico territorio e per un dato periodo di tempo;
- il realismo: gli obiettivi devono essere concretamente raggiungibili con le risorse disponibili;
- la completezza: il PDZ include tutta la programmazione sociale e sociosanitaria di zona;
- la flessibilità: il PDZ è declinato annualmente nel Piano attuativo annuale (PAA);
- l’innovazione: il PDZ può individuare forme innovative di realizzazione delle azioni previste per meglio rispondere ai bisogni emergenti della popolazione.

I soggetti del PDZ sono i Servizi sociali dei Comuni (SSC), le Aziende per i servizi sanitari (ASS), le Province, le Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), nonché i soggetti del terzo settore e le eventuali altre istituzioni pubbliche locali.