Il Comune, d’intesa con il Servizio veterinario dell’Azienda per l’assistenza sanitaria, identifica l’oasi felina, quando la stessa ha le seguenti caratteristiche ed infrastrutture minime:

a) oasi felina chiusa: zona aperta con vegetazione adatta a creare zone d'ombra, dotata di recinzione anti scavalco a rete metallica, alta almeno due metri e cinquanta fuori terra, interrata per almeno 40 cm, con ambito di entrata a doppia porta, fornita di ripari costituiti da tettoie, casette in legno o di luoghi al coperto, in ogni caso atti a proteggere i gatti da intemperie, stazioni di distribuzione di cibo e dell’acqua protette in proporzione alla densità dei gatti presenti, superficie calpestabile minima 10 mq per gatto; è necessaria la presenza di un reparto o locali o aree dedicati all’alloggio o ricovero di animali appartenenti all’oasi felina che dovessero necessitare di isolamento o contenzione per motivi sanitari, o necessitanti di cure. L’o asi felina deve essere dotata di un reparto completamente recintato e chiuso e isolato dal resto della struttura, anche se sempre comunicante, dedicato agli animali in ingresso, per l’a mbientamento e l’eventuale osservazione sanitaria. L’oasi felina deve essere dotata di approvvigionamento di acqua e fornitura di corrente elettrica, eventuale impianto di videosorveglianza con telecamere, nonché di idonee attrezzature per lo smaltimento dei rifiuti e spazi idonei al deposito di materiali preclusi all’accesso dei gatti e di altri animali.

b) oasi felina aperta: struttura analoga all’oasi felina chiusa ma in cui la recinzione è fatta in modo da non limitare l’uscita ai gatti che possono circolare liberamente per il territorio circostante con recinzione munita di gattaiole.

I gatti introdotti all’interno dell’oasi devono essere preventivamente sottoposti al controllo sanitario, inteso anche come custodia in isolamento dagli altri felini presenti per un periodo non inferiore ai 10 giorni, e sempre sterilizzati non appena età e stato sanitario lo consentono ed accolti in sicurezza in una zona ricavata all’interno dell’oasi atta allo scopo per il tempo necessario alla familiarizzazione con il luogo e gli ospiti dell’oasi felina.

Le oasi feline devono essere identificate preferibilmente in zone non ubicate in centro città o comunque non in prossimità dei centri abitati.

Le caratteristiche e le infrastrutture minime di cui al comma 1 riguardano solamente le oasi di nuova istituzione.

Nel caso di oasi convenzionata con i Comuni i gatti devono essere identificati tramite microchip e registrati nella Banca dati di cui all’articolo 29 della Legge, ai sensi del manuale operativo approvato con DGR n. 2029/2013 preventivamente al loro ingresso e con eventuale documentazione sanitaria emessa dall’ASS competente.

I gatti presenti e in ingresso presso l’oasi felina devono comunque essere tutti identificati tramite microchip, a carico dell’ente che gestisce l’oasi. La struttura deve essere dotata di un registro di carico/scarico degli animali, previsto dal manuale operativo per la gestione dell’a nagrafe degli animali d’affezione, approvato con DGR 2029/2013 e ss.mm.ii.