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RAFFORZARE LA RICERCA, LO SVILUPPO TECNOLOGICO E L’INNOVAZIONE (POR FESR 2014-2020)

FAQ - Contributi a fondo perduto per attività di ricerca industriale - Bando chiuso

Una società estera può partecipare all'ATS a patto di svolgere tutta l'attività di ricerca per lo sviluppo del progetto sul territorio regionale e con forza lavoro regionale. L’art. 8 c. 1 lett. a) del bando, come specificato dettagliatamente nell’allegato E, prevede che è ammissibile la spesa per il personale impiegato nel progetto, con sede di lavoro sul territorio regionale ed operante nella sede in cui viene realizzato il progetto.
La struttura regionale attuatrice verificherà l’assolvimento delle condizioni suddette al momento della presentazione del rendiconto, in quanto il beneficiario dovrà presentare, tra gli altri documenti, anche copia delle pagine del Libro unico del lavoro dell’impresa contenenti la registrazione delle presenze di ciascun soggetto relativamente al periodo di partecipazione al progetto, da cui si evincerà la sede di lavoro del personale stesso.
Nel caso sia una PMI, tale società estera può essere capofila dell’ATS.

Qualora la start up sia in fase di costituzione alla data di presentazione della domanda, non è ammissibile a finanziamento, in quanto alla suddetta data il beneficiario deve essere un soggetto giuridico esistente.
Qualora già istituita, la start up è soggetto ammissibile purché rispetti il requisito di capacità economico – finanziaria, descritto nell’allegato D sezione 1 del bando.

Nel personale impiegato nella realizzazione del progetto possono rientrare anche i titolari di impresa individuale ed i collaboratori familiari e gli amministratori e/o soci di PMI non dipendenti dell’impresa, che devono però essere iscritti alla posizione INAIL dell’impresa. Inoltre, nel caso di partecipazione di amministratori e/o soci di società di capitali, sempre PMI, che abbiano organi societari collegiali, è richiesto specifico incarico deliberato da parte di uno di tali organi o specifico contratto, di data anteriore a quella di inizio del progetto, che riportino il contenuto della prestazione, la durata, la modalità ed il compenso.
Gli amministratori/soci che partecipano al progetto in virtù di specifico incarico deliberato o di specifico contratto, dovranno effettivamente svolgere l’attività in esso prevista e ricevere il compenso indicato per cui non risulta possibile rendicontare tali soggetti nel caso in cui ricevano un compenso di valore simbolico.
L’applicazione delle tabelle standard di costi unitari anche agli amministratori/soci che partecipano al progetto è una modalità di semplificazione amministrativa (quindi nel deliberare l’i ncarico verranno presi in considerazione gli importi orari indicati nelle tabelle, a seconda del ruolo che ricoprirà l’amministratore/socio nel progetto), ma condizione essenziale per il riconoscimento della spesa è che la stessa venga effettivamente sostenuta.

L’impresa che partecipa al progetto in qualità di beneficiario e che stipula un contratto di ricerca con un università/organismo di ricerca è “titolare” di tutto l’intervento per il quale chiede il contributo, anche se poi una quota di tale intervento (almeno il 15% del costo complessivo del progetto) sarà oggetto di un contratto di ricerca. 
L’intensità di aiuto applicabile all’intero intervento di cui è titolare l’impresa (comprensiva quindi anche della parte che è oggetto di un contratto di ricerca con un'università/organismo di ricerca) sarà determinata in base alla dimensione dell’impresa, secondo quanto previsto dall’articolo 12 del bando.
L’intensità prevista per le università/organismi di ricerca si applica solo nel caso in cui tali soggetti partecipino al progetto in qualità di beneficiari e non, invece, quando gli stessi partecipano al progetto in virtù di un contratto di ricerca. 

Non rientrano nella casistica i contributi de minimis, o altre agevolazioni configurabili quali aiuti di stato o finanziamenti ottenuti a valere su fondi europei a gestione diretta, concessi relativamente ad altre spese o per altri progetti realizzati dall’impresa.
Quindi, per il rispetto delle prescrizioni di cui al citato articolo, l’impresa beneficiaria non dovrà  inserire nel progetto spese per le quali ha già ottenuto un contributo rientrante nelle categorie sopra dette e non potrà richiedere successivamente altri contributi sulle medesime spese, fatte salve le deroghe previste dall’art. 13 c. 2 (cumulabilità con aiuti erogati sotto forma di garanzia, anche in regime “de minimis”, fino a concorrenza delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014) e quanto previsto dall’art. 13 c. 3 (ammissibilità del cumulo con misure agevolative fiscali aventi carattere di generalità ed uniformità non costituenti aiuti di Stato).

Qualora l’attività di coordinamento e diffusione venga realizzata senza ricorrere a prestazioni di terzi o a contratti con enti gestori di parchi scientifici e tecnologici o a Distretti tecnologici, le spese vanno imputate nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo proporzionalmente alla dimensione delle due attività.
In caso contario le spese vanno imputate nell’ambito del coordinamento progettuale alle voci si spesa “m” ed “n” dell'allegato 2b_Quadro dettagliato spese singolo intervento.

Non sono finanziabili le spese per la predisposizione della domanda e della rendicontazione (v. art. 8, c. 1, lett. j) del bando. 

Il bando è destinato a finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale rientranti nelle traiettorie di sviluppo delle aree di specializzazione elencate in allegato al bando medesimo e realizzati da parte di imprese che svolgono attività nell’ambito delle citate aree di specializzazione codificate dai codici Ateco elencati altresì in allegato al bando.
Pertanto investimenti per il rinnovo degli impianti non sono finanziabili su questo bando se non rientrante in un progetto organico di R&S come definito nel bando.

Come si evince dall’allegato D del bando, ad incremento del CN potranno essere presi in considerazione:

a) gli eventuali aumenti di capitale sociale che risultassero già deliberati alla data di presentazione della domanda, benché ancora non integralmente sottoscritti/eseguiti. In questo caso, l’effettiva liberazione/esecuzione dovrà essere comprovata, entro 30 giorni dalla data della comunicazione dell’assegnazione del contributo con l’approvazione della graduatoria, mediante invio alla SRA della necessaria documentazione;

b) gli eventuali versamenti in conto capitale effettuati dai soci successivamente alla data di approvazione dell’ultimo bilancio. In questo caso l’effettiva costituzione della relativa riserva nell’ambito del patrimonio netto dovrà essere comprovata, entro 30 giorni dalla data della comunicazione dell’assegnazione del contributo con l’approvazione della graduatoria, presentando alla SRA il bilancio che lo attesta o, in alternativa, una situazione patrimoniale infrannuale aggiornata a non più di 120 giorni, redatta da un commercialista iscritto all’albo.

La verifica della sostenibilità del progetto è richiesta dalla normativa comunitaria e viene effettuata prima di completare le verifiche istruttorie e le valutazioni sul progetto, al fine di consentire l’ottimale allocazione delle risorse comunitarie su progetti meritevoli e realizzabili.
Il bando consente tuttavia alle imprese di supplire ad eventuali carenze legate a situazioni contingenti prevedendo la possibilità di deliberare un aumento di capitale sociale prima di presentare la domanda (la delibera ai fini dell’efficacia deve essere iscritta al Registro imprese e deve prevedere termini precisi) o di effettuare un versamento in conto capitale (a fondo perduto) della somma necessaria a raggiungere i parametri previsti.
Alla luce di quanto esposto pertanto la modalità proposta (delibera di futuri versamenti in c/capitale condizionati all’ottenimento del contributo) non è ammissibile ai sensi del bando.  

Nel caso in cui un’Università/Organismo di ricerca partecipi ad un progetto in qualità di beneficiario, l’intensità di aiuto prevista dal bando è dell’80%, quindi il restante 20% delle spese sostenute rimane a carico dell'Università/OdR.
L’Università/OdR realizzerà un proprio intervento (cioè una parte del progetto) che avrà un proprio quadro dettagliato di spesa composto dalle pertinenti voci di spesa (si veda l'allegato 2b scaricabile dalla sezione del sito della regione dedicata al bando 1.3.b). La quota del 20% a carico dell’Università/OdR verrà calcolata sul totale delle spese previste per il suo intervento.
Deve essere rispettato il vincolo previsto dall’art. 13 c. 4 secondo cui le Università/OdR che si configurano come beneficiari, con riferimento alle spese ritenute ammissibili e finanziabili nell’ambito del presente bando, non possono cumulare il sostegno del presente bando con altri aiuti comunitari e aiuti pubblici.
Ciò significa che il cofinanziamento sotto forma di costi di personale o altre spese tra quelle previste nel bando è ammissibile, purché tali spese a sua volta non siano coperte dalle Università/OdR da fondi comunitari afferenti a specifici progetti o altri aiuti pubblici (o, nel caso specifico della Università, che non siano già coperte da entrate pubbliche vincolate).  

Ai fini della normativa comunitaria non rileva lo status giuridico del soggetto (organismo di diritto pubblico o privato) o la sua natura economica (organismo che opera con o senza fine di lucro) per essere definito “organismo di ricerca”, ma rileva la tipologia di attività.
Quindi qualora una società svolga attività di ricerca/sperimentazione/sviluppo, essa può rientrare nella definizione di organismo di ricerca.
Tuttavia, l’elemento determinante affinché l’organismo di ricerca sia ammissibile ai fini del presente bando in qualità di beneficiario (ossia stia al di fuori del regime degli aiuti di stato) è che l’attività di ricerca e sviluppo per la quale viene chiesta la sovvenzione pubblica non sia un’attività economica, cioè un’attività consistente nell’offrire prodotti e servizi su un dato mercato.
Quindi una società che svolga attività di ricerca/sperimentazione/sviluppo può partecipare al bando in qualità di Organismo di Ricerca qualora soddisfi anche questi due ulteriori requisiti:
1. dato che il soggetto svolge attività economica, al fine di evitare sovvenzioni incrociate a favore dell’attività economica, ai fini del presente bando verrà finanziata l’attività non economica purché i due tipi di attività e i relativi costi, finanziamenti ed entrate siano nettamente separati. La corretta imputazione dei costi, dei finanziamenti e delle entrate può essere comprovata mediante i rendiconti;
2. dato che il soggetto intende svolgere un’attività in collaborazione con altre imprese, tutti i beneficiari (imprese e OdR) devono rispettare una delle seguenti condizioni per tutta la durata progettuale:
a) i costi del progetto sono integralmente a carico delle imprese beneficiarie;
b) i risultati della collaborazione che non generano diritti di proprietà intellettuale possono avere larga diffusione e gli eventuali diritti di proprietà intellettuale derivanti dalle attività delle università o degli organismi di ricerca sono integralmente attribuiti a tali entità;
c) tutti i diritti di proprietà intellettuale derivanti dal progetto, nonché i relativi diritti di accesso, sono attribuiti ai diversi beneficiari in modo da rispecchiare adeguatamente i rispettivi interessi, la partecipazione ai lavori e i contributi al progetto;
d) l’università o l’organismo di ricerca riceve una remunerazione equivalente al prezzo di mercato per i diritti di proprietà intellettuale che deriva dalla sua attività e che sono assegnati alle imprese beneficiarie o per i quali le stesse ricevono un diritto di accesso. L'importo assoluto del valore dei contributi, finanziari e non finanziari, delle imprese beneficiarie ai costi delle attività dell’organismo di ricerca che hanno generato i diritti di proprietà intellettuale in questione può essere detratto da tale remunerazione.

Se non vengono rispettate le condizioni sopraindicate il soggetto verrà imputato nella categoria “imprese”, con conseguente diverso trattamento economico in termini di intensità di aiuto (percentuale di finanziamento pubblico calcolato sui costi ammissibili).
In tal caso andrà verificato anche il mantenimento dei requisiti minimi soggettivi del progetto ossia il mantenimento della presenza di almeno 2 imprese + 1 organismo di ricerca in qualità di beneficiario.

In alternativa, il soggetto potrà optare per un contratto di ricerca e quindi svolgere nel progetto non un ruolo di collaboratore-beneficiario ma di fornitore di un servizio  in virtù di un contratto di ricerca per conto di uno o più beneficiari.
In tal caso  la natura economica o non economica dell’attività passa in secondo piano, mentre andranno rispettati altri vincoli che sono volti a evitare di trasferire indirettamente la sovvenzione pubblica all’impresa per la quale l’OdR presta un servizio di ricerca, e quindi andranno valutati gli aspetti della proprietà dei risultati delle attività di ricerca (proprietà intellettuale) e della remunerazione appropriata a fronte dei servizi offerti dall’organismo di ricerca all’impresa, attraverso il rispetto di una delle seguenti condizioni:
1. l’organismo di ricerca fornisce il servizio di ricerca o la ricerca contrattuale al prezzo di mercato
2. in assenza di prezzo di mercato, l’organismo di ricerca o fornisce il servizio di ricerca o ricerca contrattuale a un prezzo che:
- rispecchia la totalità dei costi del servizio e generalmente include un margine stabilito con riferimento a quelli comunemente applicati dalle imprese operanti nel settore del servizio in questione, oppure
- è il risultato di negoziati svoltisi alle normali condizioni di mercato durante i quali l’organismo di ricerca, nella sua capacità di prestatore di servizi, tratta per ottenere il massimo beneficio economico all’atto della stipula del contratto e copre almeno i costi marginali.
Nel caso in cui la proprietà dei diritti di proprietà intellettuale o i diritti di accesso agli stessi sono mantenuti dall’organismo di ricerca, il loro valore di mercato può essere detratto dal prezzo pagabile per i servizi in questione.
Si ricorda infine che il rispetto del requisito di indipendenza rispetto alle imprese beneficiarie è condizione di ammissibilità, sia che l’OdR sia beneficiario sia che operi in virtù di un contratto di ricerca.

La percentuale di ammortamento da inserire nel dettaglio spese di strumenti e attrezzatture corrisponde al coefficiente di ammortamento che l’impresa prevede di utilizzare per l’imputazione a bilancio della spesa, in ottemperanza alle disposizioni del D.M. 31/12/1988 e successive modifiche.
Qualora il bene possa essere spesato nell’esercizio di acquisto, la percentuale di ammortamento da indicare è 100%.
Oltre all’indicazione del coefficiente di ammortamento, devono essere indicati anche:
- i giorni di utilizzo presunti del bene nell’ambito del progetto
- la percentuale di utilizzo del bene nell’arco di detti giorni (cioè 100% qualora il bene sia utilizzato esclusivamente per il progetto, o meno in caso di uso non esclusivo).
Si riporta di seguito estratto dell’allegato E al bando, che dettaglia quanto sopra illustrato.
“Sono imputabili i costi degli strumenti e delle attrezzature ... nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto cioè:
- in misura pari al valore dell’ammortamento riferibile al periodo di effettivo utilizzo nell’ambito del progetto, nel limite delle quote fiscali ordinarie di ammortamento calcolato conformemente alla normativa vigente. Il periodo di utilizzo decorre dalla data di consegna del bene specificata nella documentazione di trasporto o in documentazione equipollente ovvero, in mancanza, dalla data della relativa fattura; 
- integralmente, qualora le attrezzature non siano soggette ad ammortamento.
Qualora l’uso degli strumenti e delle attrezzature non sia esclusivo per il progetto nell'arco temporale di realizzazione dello stesso, il costo individuato ai due punti precedenti sarà imputabile in proporzione all’uso effettivo per il progetto.
Il costo imputabile è pertanto così determinabile: CA x A% x gg/365 x U%
Dove: CA = costo d acquisto del singolo bene; A% = percentuale di ammortamento previsto; gg/365 = giornate di effettivo utilizzo rapportate all’anno; U% = percentuale di utilizzo in caso di impiego parziale o non esclusivo nel progetto”.

Ai fini del conteggio del numero massimo di partner si considera il numero di soggetti giuridici coinvolti nel progetto in virtù di un rapporto di collaborazione effettiva (beneficiari), di un contratto di ricerca (organismi di ricerca e università in qualità di partner) e di un contratto di prestazione di servizio per l’attività di diffusione/divulgazione/coordinamento/messa a disposizione di infrastrutture di ricerca (enti gestori dei parchi scientifici e tecnologici e enti gestori dei distretti tecnologici in qualità di partner). 
Non rileva quindi il numero dei contratti, che potrebbero essere anche unici per più soggetti-partner, ma ciascun soggetto giuridico concorre al conteggio del numero massimo di partner ammissibili, pena la non ammissibilità del progetto alla successiva valutazione.

Ai sensi dell’art. 4 c. 2 del bando, gli enti gestori di parchi scientifici e tecnologici regionali e dei distretti tecnologici regionali possono partecipare singolarmente o congiuntamente esclusivamente mediante un contratto di collaborazione, limitatamente alle attività di coordinamento progettuale e/o diffusione/divulgazione dei risultati progettuali o di prestazioni legate alla messa a disposizione di proprie infrastrutture di ricerca. Nel caso di unico contratto di collaborazione che coinvolga due o più dei suddetti soggetti, la somma complessiva delle loro prestazioni non può essere superiore al 15% del costo del progetto, elevabile al 20% in presenza di messa a disposizione di infrastrutture di ricerca. Ai fini del conteggio del numero massimo di partner si considera il numero di soggetti giuridici coinvolti nel progetto in virtù di un rapporto di collaborazione effettiva (beneficiari), di un contratto di ricerca (organismi di ricerca e università in qualità di partner) e di un contratto di prestazione di servizio per l’attività di diffusione/divulgazione/coordinamento/messa a disposizione di infrastrutture di ricerca (enti gestori dei parchi scientifici e tecnologici e enti gestori dei distretti tecnologici in qualità di partner). 
Pertanto, non rileva il numero dei contratti: gli enti gestori di PST e di DT possono partecipare al progetto attraverso un unico contratto, ma ciascun soggetto giuridico concorre al conteggio del numero massimo di partner ammissibili, pena la non ammissibilità del progetto alla successiva valutazione.

Le spese relative ai materiali di consumo specificamente utilizzati per l’esecuzione di test sul prototipo sono ammissibili, qualora rispettino le condizioni specificate nell’allegato E del bando.  

I valori riportati nella tabella dei costi standard unitari per il personale delle imprese si applicano indipendentemente dal costo effettivo del personale, essendo tale modalità di calcolo prevista direttamente dal regolamento UE 1303/2013. Per il personale degli organismi di ricerca si applica invece il metodo a costo reale, fatta salva la possibilità da parte dell’Amministrazione regionale di introdurre, prima della fase di concessione, una metodologia di opzioni di costo semplificate in materia di costi di cui all’articolo 67 del regolamento (UE) 1303/2013 da utilizzare in alternativa alla previsione della rendicontazione ai costi reali.

Al momento non è ammissibile alcun tipo di contratto di apprendistato.

E’ intendimento dell’Amministrazione regionale non ammettere le spese per viaggi e missioni sostenute dai dipendenti dei beneficiari. Nell’allegato E è espressamente indicata la non ammissibilità delle spese relative a viaggi e missioni dei dipendenti e dei soci/titolari dell'impresa. Pur non essendo prevista espressamente la non ammissibilità di spese per viaggi e missioni del personale di Università/Organismi di ricerca, si intende estesa a tutto il personale che partecipa al progetto in qualità di beneficiario. Si provvederà a una precisazione con successiva rettifica dell’allegato E
Le prestazioni rientranti in un contratto di ricerca invece possono includere anche la copertura dei costi delle spese di missione. A tal proposito si ricorda che è necessaria una remunerazione appropriata al servizio nel rispetto comunicazione (UE) 198/1 del 27 giugno 2014, e pertanto l’Università/Organismo di ricerca fornisce il servizio di ricerca al prezzo di mercato o in assenza di prezzo di mercato, l’Università/Organismo di ricerca fornisce il servizio di ricerca a un prezzo che rispecchia la totalità dei costi del servizio e include un margine o è il risultato di negoziati svoltisi alle normali condizioni di mercato.

Ai sensi dell’art. 3 comma 1 del bando 1.3.b “Incentivi per progetti “standard” e “strategici” di R&S da realizzare attraverso partenariati pubblico privati – aree di specializzazione Tecnologie marittime e Smart Health” la partecipazione al citato bando è alternativa al bando emanato dalla Direzione centrale attività produttive, turismo e cooperazione, Servizio industria e artigianato a valere sul medesimo POR, Azione 1.3 Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi Attività 1.3.a – “ Incentivi alle imprese per attività collaborativa di ricerca industriale e sviluppo sperimentale – Aree di specializzazione agroalimentare e filiere produttive strategiche”.
Non è pertanto possibile per il medesimo richiedente presentare domanda su entrambi i bandi e il mancato rispetto di tale vincolo comporta la non ammissibilità della domanda.

Sì, la partecipazione delle ASUI in qualità di Ente di ricerca al bando POR FESR 2014/2020, Azione 1.3.b risulta ammissibile.

In presenza di rapporto di dipendenza tra un potenziale end-user ed almeno uno dei beneficiari del progetto (ad esempio società collegate o controllate), si ritiene che venga a mancare il rispetto del principio generale di indipendenza tra i soggetti e sussista un interesse dell'end-user ai risultati finali del progetto che, oltre ad essere commerciale, è connesso al rapporto tra le imprese. Pertanto tale circostanza verrebbe circoscritta nell’alveo dei normali rapporti tra imprese del medesimo gruppo e non in un potenziale nuovo interesse del soggetto end user di configurarsi come un possibile utilizzatore finale dei risultati progettuali. Pertanto la presenza di tali situazioni non viene considerata ai fini dell’assegnazione della premialità.

L’articolo 7 comma 2 del bando prevede che
a) il progetto deve prevedere la presenza di almeno 2 (due) imprese indipendenti (di cui almeno una PMI) e un’università o un organismo di ricerca in qualità di beneficiario o in virtù di un contratto di ricerca di valore non inferiore al 15% del costo del progetto;
b) i beneficiari non devono sostenere singolarmente oltre il 70% e meno del 10% del costo complessivo del progetto.

Il comma 3 prevede che, stabilito il numero massimo di partner (4 per progetti “standard” e 8 per progetti “strategici”), vengono computati nel conteggio anche le università o gli organismi di ricerca che prestano la loro attività in virtù di un contratto di ricerca nel rispetto dei vincoli di cui al comma 2 lettera a) e gli enti gestori del distretto tecnologico o del parco scientifico e tecnologico che partecipano mediante contratto di collaborazione ai sensi dell’articolo 4 comma 2.
Pertanto ciascun beneficiario deve sostenere singolarmente almeno il 10% della spesa e non oltre il 70%. Se l’organismo è presente con un contratto di ricerca la percentuale sale al 15%. Se la composizione prevede due organismi di ricerca, possono presentarsi i seguenti casi:
caso a): un organismo di ricerca è presente con un contratto di ricerca, un organismo di ricerca è presente come beneficiario. Il requisito minimo è soddisfatto con la percentuale del 15% per il primo e del 10% per il secondo;
caso b) due organismi di ricerca sono presenti con contratto di ricerca. In entrambi dev’e ssere rispettato il requisito minimo del 15%;
caso c) due organismi di ricerca sono presenti come beneficiari: per ciascuno deve essere rispettato il requisito minimo del 10%.

La qualificazione di società in house, quale è Insiel spa, così come delineata dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale (ex multis Corte Giust. CE, C-26/03, sentenza 11 gennaio 2005; Corte Giust. CE, C-340/04, sentenza 11 maggio 2006; Consiglio di Stato, sez VI, n. 168/2005) implica, per il soggetto in house, una limitazione della propria attività alla prestazione in maniera esclusiva della stessa in favore dell'Ente Pubblico/Enti Pubblici che ne detengono la partecipazione. La verifica dell’ammissibilità della società in house in qualità di beneficiario nell’ambito dell’azione 1.3.b del POR FESR 2014-2020  deve essere condotta sotto il profilo della terzietà del soggetto rispetto all’ente di appartenenza.

La giurisprudenza comunitaria, in particolare, ha utilizzato tale espressione per identificare il fenomeno di “autoproduzione” di beni, servizi o lavori da parte della pubblica amministrazione, la quale acquisisce un bene o un servizio attingendoli all’interno della propria compagine organizzativa senza ricorrere a “terzi” tramite gara (cosiddetta esternalizzazione) e dunque al mercato (a partire da Corte di Giustizia CE, 18 novembre 1999, C-107/98, Teckal). Così come recitano le motivazioni di tale notissima sentenza, l’affidamento in house, perché sia legittimo, deve essere fatto a favore di un’entità giuridica legata all’ente aggiudicatore da particolari vincoli di carattere funzionale, organizzativi e economici. Pertanto, l’amministrazione controllante deve esercitare un assoluto potere di direzione, di coordinamento e di supervisione dell’attività della persona giuridica controllata, che non possiede alcuna autonomia decisionale in relazione ai più importanti atti di gestione e che si configura come un’ipotesi di terzietà formale ma non sostanziale. Questa, infatti, può essere considerata terza perché dotata di personalità giuridica, ma lo è solo “formalmente” perché nella sostanza dipende integralmente dall’a mministrazione in una forma di “subordinazione gerarchica”. L’in house esclude la terzietà, poiché il soggetto in house, seppure dotato di autonoma personalità giuridica, si trova in condizioni di soggezione nei confronti dell’ente affidante che è in grado di determinarne le scelte (Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, Decisione 3 marzo 2008, n.1).
Appurata quindi la sussistenza di una condizione di non terzietà della società Insiel spa rispetto all’Amministrazione regionale, il POR FESR 2014-2020, con riferimento all’azione 1.3.b, prevede quali categorie di beneficiari, le imprese, le Università e gli organismi di ricerca. E’ pertanto prevista la presenza di soggetti terzi all’amministrazione regionale, escludendo al contrario la partecipazione della Regione, direttamente o per il tramite di una società in house. 
Si segnala tuttavia la possibilità per la società Insiel spa di partecipare al bando in qualità di soggetto “Utilizzatore finale” che, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lett. t) è il soggetto coinvolto nel progetto senza essere beneficiario né partner in quanto interessato a un eventuale utilizzo dei risultati finali del progetto.

L’impresa che controlla l’azienda che presenta la domanda di contributo è tenuta a rilasciare le autocertificazioni antimafia ai sensi dell'art. 85 del D.Lgs 159/2011.
Trattandosi di socio unico non iscritto al registro delle imprese in quanto associazione, la documentazione dovrà essere rilasciata dai legali rappresentanti, nonché da eventuali membri del collegio dei revisori e ciascun soggetto dovrà rilasciare l’autocertificazione sul proprio stato di famiglia.

ultimo aggiornamento: Wed Oct 19 08:43:22 CEST 2016