La normativa regionale 

Il Capo III della legge regionale n. 3 del 18 marzo 2011, e sue modifiche e integrazioni, ha riorganizzato la materia afferente alle infrastrutture per telefonia mobile.

La telefonia mobile, intesa nell’accezione sempre più ampia che le moderne reti radiomobili consentono, rappresenta una delle più importanti innovazioni nel campo della comunicazione personale tanto che, negli ultimi anni, la diffusione delle infrastrutture collegate, e la conseguente copertura del territorio, da scarsa è diventata capillare e ancora di più lo sarà presumibilmente in futuro. Anche le tecnologie e le frequenze a disposizione degli operatori si sono rapidamente sviluppate.

La legge regionale 3/2011, che ha sostituito la precedente legge regionale 28/2004, favorisce uno sviluppo ordinato e armonico delle infrastrutture sul territorio, nel rispetto della Costituzione e partendo dai fondamenti normativi costituiti dal decreto legislativo n. 259 del 1° agosto 2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche” e dalla legge n. 36 del 22 febbraio 2001 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.

La legge regionale 3/2011 si pone l’obiettivo di regolare e favorire la localizzazione delle infrastrutture sul territorio regionale contemperando il diritto di tutti i cittadini alla tutela della salute dagli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici, l’ordinato sviluppo e la corretta localizzazione sul territorio degli impianti, e il diritto degli utenti a usufruire del servizio di telefonia mobile. Essa disciplina la localizzazione, l’installazione, la modifica e il controllo degli impianti e delle infrastrutture per le telecomunicazioni, con particolare riguardo agli impianti di radiodiffusione televisiva sonora, agli impianti per la telefonia mobile e alle infrastrutture per la banda larga.

Quanto in particolare alla disciplina dell’installazione degli impianti per la telefonia mobile e degli apparati radioelettrici per telecomunicazioni, l'articolo 16 della legge regionale 3/2011 prevede che i Comuni approvino entro un anno, anche come atto integrativo del Regolamento Edilizio, il Regolamento Comunale per la telefonia mobile, che ne disciplina l'installazione su tutto il territorio comunale.

Per i Comuni che si saranno dotati del suddetto Regolamento, l’installazione e le modifiche degli impianti (con esclusione dei casi in cui sia prevista la realizzazione di manufatti edilizi pertinenziali non strettamente funzionali) sono soggette a SCIA secondo la normativa edilizia vigente, integrata da:
- una relazione tecnica asseverata da un tecnico abilitato che attesti il rispetto delle previsioni del Regolamento stesso;
- il parere dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) che accerti il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità relativi alle emissioni elettromagnetiche;
- tutti i pareri, le autorizzazioni, le concessioni, i nulla osta e gli atti di assenso comunque denominati, previsti per legge in relazione agli eventuali vincoli presenti.

Invece, in caso di assenza del Regolamento Comunale, l’installazione e le modifiche degli impianti sono soggette ad autorizzazione rilasciata dal Comune, dietro apposita istanza corredata anche in questo caso del parere dell'ARPA che accerti il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, relativi alle emissioni elettromagnetiche, nonché di tutti i pareri, le autorizzazioni, le concessioni, i nulla osta e gli atti di assenso comunque denominati, previsti per legge in relazione agli eventuali vincoli presenti.

Gli interventi di manutenzione ordinaria (definiti dall'articolo 5, comma 1, lettera i), come «ogni intervento conservativo degli impianti e degli apparati esistenti, compresa la sostituzione delle antenne con mantenimento delle stesse caratteristiche tecniche radioelettriche preesistenti»), sugli impianti e apparati esistenti, sono liberamente attuati, fatte salve le vigenti disposizioni in materia edilizia, urbanistica, ambientale, paesaggistica, sanitaria e di sicurezza.

Limitatamente peraltro alle «modifiche migliorative» (definite dall'articolo 5, comma 1, lettera j), come «ogni modifica degli impianti che non comporti in alcun punto del territorio un aumento dei livelli di campo elettromagnetico») e agli impianti con potenza in singola antenna non superiore a 5 Watt, il titolare dell’impianto invia una comunicazione all'ARPA e al Comune interessato, contenente un’autocertificazione corredata di una relazione tecnica con i dati radioelettrici aggiornati.

Si segnala infine che, ai sensi dell'articolo 21, l’installazione e l’attivazione degli impianti mobili per telefonia mobile necessari per eventi straordinari (la cui dismissione deve avvenire entro 90 giorni dall'attivazione) è soggetta a comunicazione preventiva inviata al Comune e all’ARPA, corredata di una descrizione delle caratteristiche tecniche dell’impianto e di una certificazione dell’operatore attestante la conformità dell’impianto ai limiti di legge.

Alcuni aspetti attuativi della legge regionale 3/2011 sono tuttora disciplinati dal Regolamento approvato con il decreto del presidente della Regione n. 094/Pres. del 19 aprile 2005.