La programmazione e gli interventi regionali in materia di sicurezza stradale si inseriscono nel
più ampio contesto di indirizzi e programmazione di livello europeo e italiano in materia: di fatto
è univocamente riconosciuto che il problema dell'incidentalità stradale è una realtà di dimensioni
rilevanti e che a questa deve essere opposta una azione organica ed efficace, coinvolgente quanto
più possibile tutti i soggetti ed i settori implicati, dall'utente delle infrastrutture stradali,
agli enti gestori o proprietari di queste, e ancora dall'educazione e sensibilizzazione stradale,
al controllo e la repressione dei comportamenti errati alla guida.
Tali azioni sono tanto più necessarie e urgenti quanto più le dimensioni del fenomeno
appaiono diffuse e gli andamenti riscontrati nel tempo non denotino una significativa riduzione, o
quando si evidenzino specifiche criticità da analisi aggregate e disaggregate del fenomeno.
A livello europeo il numero delle vittime degli incidenti stradali, e i relativi tassi di
mortalità , sono risultati mediamente in riduzione nei quindici Paesi dell'UE15 sin dal 1970;
anche in Italia si è osservata una graduale diminuzione del numero di vittime ma, a partire dagli
anni '90, si è manifestato un rallentamento di questo andamento tale per cui il tasso di mortalità
italiano è progressivamente aumentato rispetto al dato medio europeo. Nell'ultimo ventennio
l'evoluzione dei tassi di ferimento in Italia ha evidenziato addirittura un andamento in
netta controtendenza rispetto al graduale abbassamento del corrispondente dato medio europeo.
Se la situazione italiana appare critica in confronto agli andamenti del fenomeno nei Paesi
europei più virtuosi per quanto concerne la sicurezza stradale, il Friuli Venezia Giulia si segnala
come una tra le regioni italiane che denotano i tassi di mortalità e ferimento maggiori. Nel
quinquennio 2000-2004 il F.V.G. risulta la seconda regione italiana per maggior numero di morti
ogni 100.000 abitanti e il valore del tasso medio supera di oltre il 40% quello medio nazionale: un
tributo di vittime che non appare sostenibile né umanamente, né tanto meno in quanto danno sociale
per la comunità.
Indice dei contenuti
Centro di monitoraggio della sicurezza stradale (CRMSS)
Il CRMSS, previsto nell'ambito del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e istituito con la
legge regionale 25/2004, si basa su un sistema integrato di monitoraggio denominato MITRIS, una
banca dati nella quale confluiscono tutti i dati inerenti gli incidenti stradali rilevati dalle
FF.OO. e dalle Polizie municipali. Il progetto non solo consentirà di disporre di dati completi,
omogenei e tempestivi sui sinistri, ma anche di trarre informazioni dettagliate sulla loro
localizzazione sulla rete stradale e, primo in Italia a livello regionale, di collegare tali
elementi a quelli delle relative banche dati sanitarie.
MITRIS permetterà ai soggetti istituzionali che lo gestiscono di svolgere specifiche indagini
statistiche con particolare riguardo all'individuazione dei punti critici della rete stradale e al
rilevamento delle cause comportamentali più frequenti connesse agli incidenti e dei costi sanitari
e sociali a questi connessi. Costituirà, quindi, un innovativo strumento a supporto della Regione,
per le politiche di programmazione viabilistica e sanitaria, degli enti proprietari e gestori delle
strade, e delle FF.OO. nella programmazione delle loro operazioni di prevenzione e controllo sulla
strada.
Contemporaneamente la banca dati completa degli incidenti stradali permetterà di verificare
l'efficacia delle politiche e degli interventi posti in essere per risolvere le diverse criticità.
Il CRMSS, dove confluiranno e verranno elaborati i dati relativi agli incidenti rilevati
dalle FF.OO. e dalle Polizie Municipali e quelli di relativi dati sanitari, permetterà di
valutare l'efficacia delle azioni intraprese, poiché permetterà di monitorare il fenomeno degli
incidenti in modo puntuale, cause frequenti, la localizzazione e i costi sociali di ogni incidente.
Piano regionale della sicurezza stradale
La legge regionale n. 25 del 25 ottobre 2004 sugli “interventi a favore della sicurezza e
dell'educazione stradale” istituisce, con l'art. 2, il Piano Regionale della Sicurezza Stradale
(P.R.S.S.) che «consiste in un sistema articolato di indirizzi, misure e interventi finalizzati al
miglioramento della sicurezza stradale secondo le linee guida fissate a livello nazionale e
comunitario».
Il P.R.S.S. si articola in cinque parti che riguardano le seguenti aree tematiche:
1.aspetti generali;
2.stato di fatto ed evoluzione storica e prevedibile della sicurezza stradale nel F.V.G.;
3.obiettivi e loro dimensionamento;
4.azioni previste;
5.gestione e monitoraggio del Piano.
1. Aspetti generali del piano
Nella prima area tematica sono esposti i principi fondamentali e le finalità del P.R.S.S.,
nonché viene proposto il quadro normativo e programmatico di riferimento, comunitario e nazionale,
con il quale il presente Piano si coordina.
2. Analisi dello stato di fatto ed evoluzione della sicurezza stradale
Nella seconda area tematica trovano approfondimento le analisi della situazione esistente con
riferimento alla rete infrastrutturale stradale del F.V.G., alla mobilità afferente su questa e ai
dati dell'incidentalità.
L'analisi di incidentalità si fonda sui dati ISTAT del decennio 1994-2003 e consiste in uno
studio di tipo aggregato sulla ripartizione degli incidenti secondo classificazioni territoriali,
temporali, di ambito urbano o extraurbano, per veicolo o soggetto coinvolto etc., al fine di
evidenziare le criticità del fenomeno nel F.V.G. e nelle province e le realtà comunali ad alto
rischio ed elevato costo sociale. I dati del 2004, non essendo disponibili in forma completa
all'atto di redazione del presente Piano, vengono trattati unicamente a livello complessivo con
riferimento all'intero territorio regionale e senza ulteriori approfondimenti.
3. Obiettivi del piano
Il terzo quadro tematico concerne la definizione degli obiettivi che il P.R.S.S. si pone e il
loro dimensionamento, al fine di valutare l'impatto del Piano rispetto quanto atteso dalla sua
attuazione. Fine ultimo di ogni azione intrapresa ai sensi del Piano è quello di conseguire la
diminuzione del numero di vittime da incidente stradale e, quindi, dei relativi tassi di
incidentalità, mortalità e ferimento del Friuli Venezia Giulia.
Congiuntamente alla determinazione di obiettivi di tipo quantitativo, viene delineato un
ulteriore quadro di obiettivi, definiti sulla base della capacità di introdurre gli elementi e i
criteri propri della sicurezza stradale negli strumenti di programmazione e pianificazione
territoriale e urbanistica regionali, detti di tipo programmatico.
Sono inoltre analizzate le serie storiche degli indicatori di riferimento dell'incidentalità
stradale (sostanzialmente il numero di vittime e i tassi di incidentalità, mortalità e ferimento) e
gli scenari di sviluppo ipotizzabili per la determinazione di obiettivi significativi e compatibili
da conseguire con l'attuazione del P.R.S.S.
Nel dimensionamento dell'obiettivo complessivo del Piano si seguono le linee programmatiche
in materia della Commissione Europea ponendo una riduzione del 50% delle vittime, morti e feriti,
da conseguirsi nel decennio di riferimento successivo al 2004.
4. Le azioni del piano
Nella quarta area tematica sono evidenziate le azioni che, attraverso il presente Piano, la
Regione intende promuovere e incentivare e che possono fare riferimento a due campi di intervento
principali: le azioni di tipo infrastrutturale e di gestione della mobilità in ambito urbano e
quelle di tipo strategico.
Le azioni di tipo infrastrutturale intervengono nella sistemazione e messa in sicurezza delle
infrastrutture stradali, mentre quelle di gestione della mobilità in ambito urbano intervengono
nella riorganizzazione e razionalizzazione del sistema della mobilità e della circolazione. Le
azioni di tipo strategico, invece, riguardano settori come quelli dell'educazione stradale, della
sensibilizzazione o, ancora, del controllo dei comportamenti alla guida, mirando all'attivazione di
sinergie tra enti che abbiano tra i loro fini istituzionali la riduzione degli incidenti.
Tra le azioni suddette vengono individuate come prioritarie quelle tese a contrastare le
situazioni di massimo rischio, così come evidenziato dalle analisi di incidentalità nel F.V.G..
Sono definite, inoltre, le azioni dirette, cioè quelle che la Regione promuove direttamente e
che rivestono carattere generale, che hanno valenza territoriale regionale e che realizzano e/o
incentivano il coordinamento con gli Enti che, a vario titolo, hanno tra i propri fini
istituzionali il miglioramento delle condizioni della sicurezza stradale. Tali sono prevalentemente
le azioni di tipo strategico.
5. Gestione e monitoraggio del piano
Nella quinta area tematica, infine, sono delineati i principi secondo cui gestire e
monitorare gli effetti del P.R.S.S. tenendo conto dello scenario di primo sviluppo e di quello di
prossima attuazione che prevede il funzionamento a regime del Centro Regionale di Monitoraggio
della Sicurezza Stradale.
Le azioni previste dalla Regione in questo ambito sono contenuto nel Piano Regionale della
Sicurezza Stradale (P.R.S.S.), istituito al fine di promuovere il governo sistematico e coordinato
della sicurezza stradale, favorire e sviluppare l'educazione alla sicurezza stradale, dando
priorità alla popolazione scolastica giovanile e a particolari categorie di utenti della strada,
programmare e realizzare interventi infrastrutturali sulla rete stradale regionale, garantire la
messa in sicurezza delle zone urbane di massimo rischio e programmare e realizzare interventi volti
a ridurre l'incidentalità e le sue conseguenze.
I campi di azione principali sono le seguenti:
-
Sviluppo programmazione coordinata - Azioni: definizione delle modalità di
funzionamento dei rapporti tra i diversi soggetti – istituzionali e non - che concorrono alla
programmazione integrata, valorizzando gli organismi previsti dalla LR 25/2004
-
Gestione dati di incidentalità - Azioni: attraverso la
costruzione del Centro regionale di Monitoraggio della Sicurezza Stradale e realizzazione del
Sistema Integrato di Monitoraggio, collaborazione con le FF.OO. e le Polizie Municipali
-
Progetti pilota in collaborazione con gli Enti locali -
Azioni: realizzazione di percorsi casa-scuola sicuri in ambiti urbani esemplari
e sensibilizzazione dei giovani utenti attraverso il coinvolgimento degli Istituti scolastici
-
Educazione stradale - Azioni: attivazione di interventi pilota, che
prevedano anche la realizzazione di campi scuola, in collaborazione con il mondo scolastico, in
modo differenziato per ordine e grado, di concerto con le direzioni regionali della Sanità e
dell'Istruzione. Definizione dei contenuti minimi e della metodologia dei corsi di educazione
stradale nei corsi di educazione stradale nelle scuole della regione di ogni ordine e grado
attraverso le attività della Consulta regionale della sicurezza Stradale.
-
Comunicazione e sensibilizzazione - Azioni: promozione di iniziative (giornate di
sensibilizzazione, incontri, etc.) e attivazione degli strumenti di comunicazione disponibili
-Incidenti in itinere - Azioni: bando in una provincia pilota per la promozione
dell'organizzazione di sistemi di spostamento collettivi sul percorsi casa-lavoro
-
Incidenti della fine settimana - Azioni: promozione su scala regionale di
interventi di controllo in coordinamento con le Prefetture e le Forze di Polizia, secondo
l'esperienza già maturata nel 2005 tra Polizia Stradale e Centrale Operativa 118 – Aziende
Sanitarie F.V.G.
ultimo aggiornamento: Monday 28 May 2012