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avvio di forme associate e societarie tra professionisti

FAQ - Professioni - Avvio di forme associate e societarie tra professionisti

Lo studio associato può beneficiare dei contributi della legge regionale 13/2004 purché i suoi componenti siano aderenti a una associazione inserita in uno dei seguenti Registri: 
- Registro regionale delle associazioni di prestatori di attività professionali non ordinistiche, consultabile su questo sito nella parte inerente il Registro regionale;
- Elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate), pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico nel sito internet istituzionale.
Per un approfondimento si consiglia di contattare i referenti dell’intervento.

Possono beneficiare del contributo le società costituite nel rispetto della normativa di settore e composte esclusivamente da soggetti appartenenti ad almeno una delle seguenti tipologie:
- prestatori di attività professionali ordinistiche regolarmente iscritti a ordini o collegi professionali ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile;
- prestatori di attività professionali non ordinistiche, titolari di forme di assicurazione per la responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività professionale, iscritti a una associazione professionale inserita, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nell’elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi, pubblicato dal Ministero competente nel sito internet istituzionale;
- prestatori di attività professionali non ordinistiche iscritti a un’associazione inserita nel Registro delle associazioni di cui all’articolo 4 della legge regionale n. 13/2004.
Inoltre, possono accedere alla linea contributiva anche le società tra professionisti (STP) costituite ai sensi dell’articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, regolarmente iscritte al Registro delle imprese e presso l’ordine o il collegio professionale di appartenenza, secondo quanto disposto dal decreto del Ministro della Giustizia 8 febbraio 2013, n. 34 (Regolamento in materia di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell’articolo 10, comma 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183).
Sono escluse dal beneficio le società di fatto.

Sì, purché tutti i soci ordinistici siano regolarmente iscritti a ordini e collegi professionali e i soci non ordinistici siano iscritti a una associazione inserita in uno dei seguenti Registri:
- Registro regionale delle associazioni di prestatori di attività professionali non ordinistiche, consultabile su questo sito nella parte inerente il Registro regionale;
- Elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate), pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico nel sito internet istituzionale.
Sì. Per ottenere il contributo minimo di 1.500,00 euro è necessario sostenere una spesa di 3.000,00 euro, IVA esclusa. I 3.000,00 euro posso essere considerati IVA compresa se per il professionista l’imposta è indetraibile e pertanto rappresenta un costo riconoscibile.
Sì. Nell’arco del triennio si può presentare una seconda domanda fino al raggiungimento del limite massimo di contributo previsto pari a 20.000,00 euro. Pertanto potrà essere presentata una nuova domanda per la quale potrà venire riconosciuto un contributo massimo pari a 12.500,00 euro a fronte della presentazione di un piano di spesa di 25.000,00 euro.
Se il triennio non è ancora scaduto lo studio può presentare una seconda domanda di contributo fino al raggiungimento del limite massimo di contributo previsto, pari a 20.000,00 euro. Pertanto potrà presentare una nuova domanda per la quale potrà venire riconosciuto un contributo massimo pari a 5.000,00 euro a fronte della presentazione di un piano di spesa di 10.000,00 euro. Qualora il triennio risulti scaduto, la domanda di contributo potrà essere presentata, entro 60 giorni dalla scadenza del triennio stesso, esclusivamente per le spese sostenute nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda ed effettuate nel triennio.

La domanda di contributo può essere presentata in qualsiasi momento nell'arco dei tre anni decorrenti dalla data di apertura di partita IVA dello studio associato/società/STP, tenendo presente che le spese inserite nel piano di spesa devono essere fatturate e pagate entro la scadenza del triennio.

No. La domanda di contributo deve essere presentata usando la modulistica predisposta dagli uffici regionali ed è disponibile in queste pagine del sito web della Regione.

Il periodo compreso tra la data di presentazione della domanda e la data di presentazione del rendiconto (data in cui il beneficiario presenta le fatture quietanzate per ricevere la liquidazione del contributo concesso). Qualora nella domanda di contributo siano inserite spese sostenute nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda, l’inizio del periodo contributivo coincide con la data del primo documento di spesa ammesso a contributo.

Dipende da quando scade il triennio. Le spese per le quali il contributo è stato concesso devono essere sostenute (fatturate e quietanzate) entro 12 mesi dalla data di concessione. Tale termine può essere prorogato di ulteriori 60 giorni su motivata preventiva richiesta. Questo periodo però si interrompe qualora intervenga la scadenza del triennio. Non sono infatti riconosciute a contributo spese sostenute dopo la scadenza del triennio.

Sì, purché le fatture siano pagate per l’intero importo entro i termini previsti dal Regolamento per la realizzazione del piano di spesa.

No. Non sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni di facile consumo e di beni che non siano strettamente connessi all’attività professionale esercitata. Inoltre, non sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni usati, immobili, veicoli di ogni tipo, mezzi di trasporto.

Quando le spese rendicontate risultano inferiori a quelle ammesse a contributo, l'incentivo viene rideterminato sulla base delle spese effettivamente sostenute, purché il programma sia realizzato in misura non inferiore al 70% e che la spesa sostenuta sia di almeno 3.000,00 euro. Nel caso in cui il programma di spesa venga realizzato in misura inferiore al 70% il contributo concesso viene revocato.

No. Il limite massimo di spesa per ristrutturazione e adeguamento dei locali adibiti all’attività professionale previsto dal Regolamento è pari a 10.000,00 euro. La prima domanda presentata ha già prodotto il contributo massimo previsto per le spese di ristrutturazione e adeguamento dei locali e poiché il contributo per dette spese è calcolato cumulativamente con il contributo eventualmente erogato per la prima domanda presentata, non può essere inserito nel piano di spesa della seconda domanda per ulteriori 4.000,00 euro per spese di ristrutturazione e adeguamento dei locali. Nella seconda domanda potrà essere presentato un piano di spesa per le altre tipologie previste dal Regolamento, diverse da quelle di ristrutturazione e adeguamento, per un totale pari a 30.000,00 euro.

Sì. Nella seconda domanda potrà essere inserito nel piano di spesa l’importo riferito a sette mesi di locazione del locale adibito all’attività professionale, sempreché l’importo di contributo calcolato cumulativamente con quello eventualmente erogato per la prima domanda non superi i 5.000,00 euro (10.000,00 euro di spesa).

Sì. Sono ammesse a contributo sia le spese da sostenere che quelle già sostenute nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda, purché effettuate nel triennio.

No, si può procedere all'acquisto e alla fatturazione delle spese preventivate anche prima della comunicazione dell’avvenuta concessione del contributo.

No. Tutti i componenti dello studio associato devono svolgere un’attività esclusivamente libera e professionale; non possono essere lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, neanche a part-time.

No. Tutte le spese che si intendono sostenere, per le quali si richiede il contributo devono trovare riscontro nei relativi preventivi. Non saranno ammesse a contributo le spese non documentate.

No. Il Modello di domanda di contributo, disponibile su questo sito web istituzionale, è predisposto per presentare cumulativamente sia le spese ancora da effettuare sia le spese già sostenute nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda.

La liquidazione del contributo relativa alle spese già sostenute, che risultino pari al 70% del piano di spesa complessivo, avverrà contestualmente alla concessione del contributo stesso (entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda). La parte di contributo residua, riferita alle spese ancora da sostenere, sarà liquidata entro 90 giorni dalla data di ricevimento delle relative fatture da parte della Regione.

No. Per ottenere il contributo è necessario presentare un piano di spesa (Allegato 2 del Modello di domanda) almeno pari a 3.000,00 euro, IVA esclusa. I 3.000,00 euro possono essere considerati IVA compresa se per il professionista l’imposta è indetraibile e rappresenta un costo riconoscibile. Il limite minimo di spesa pari a 3.000,00 euro è riferito al piano di spesa di ogni singola domanda presentata.

No. Il Regolamento prevede che la società per poter accedere al contributo debba avere sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia. Questo requisito, come tutti gli altri previsti dall’articolo 3, commi 1 e 2 del Regolamento, deve essere posseduto dal richiedente per l’intera durata del periodo contributivo. Nel caso di presentazione di domanda di contributo per spese già sostenute, l’inizio del periodo contributivo coincide con la data del primo documento di spesa ammesso a contributo, data in cui la società non risultava avere né sede legale né sede operativa nel territorio regionale.

No. Il pagamento delle spese deve avvenire esclusivamente tramite sistemi di pagamento tracciabili quali ad esempio bonifico bancario o postale, ricevuta bancaria, bollettino postale, assegno, carte di pagamento o per mezzo di vaglia postale. Le spese pagate in contanti saranno ritenute inammissibili.

ultimo aggiornamento: Wed Oct 19 09:58:23 CEST 2016