CONTESTO DI RIFERIMENTO

L’incremento dei prezzi di mercato e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie hanno, negli anni recenti, aumentato il bisogno di locazione ed acquisto a prezzi calmierati anche da parte di soggetti solvibili, ma che non riescono a sostenere i valori di mercato. Questi soggetti possono essere definiti “troppo poveri” per sostenere le condizioni di mercato, ma allo stesso tempo “troppo ricchi” per accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica (“Erp”), le c.d. “case popolari” (alle cui graduatorie pubbliche i soggetti in questione non hanno i requisiti per iscriversi).
La domanda di Alloggi Sociali riguarda infatti sempre di più, oltre agli utenti “tipici”, come giovani coppie e famiglie monoreddito, anche nuove fasce sociali con diverse esigenze, come studenti fuori sede, immigrati, pendolari, persone con contratti di lavoro temporanei, anziani e soggetti con bisogni abitativi speciali.

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QUADRO NORMATIVO NAZIONALE DI RIFERIMENTO

Alloggio sociale
Per alloggi sociali, così come definiti dall’articolo 1 comma 2 del D.M del 22 aprile 2008, si intendono le “unità immobiliari adibite ad uso residenziale in locazione permanente finalizzate, per l’interesse generale e la salvaguardia della coesione sociale, a ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, i quali non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L’Alloggio Sociale si configura come “elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall’insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie”.

Il Piano Casa dello Stato (PNEA)
L’articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella Legge del 6 agosto 2008, n. 133 (“d.l. 112/08 convertito dalla l. 133/2008”), introduce i contenuti fondamentali di un nuovo Piano Nazionale di Edilizia Abitativa (PNEA), innovando in modo significativo l’approccio al mercato dell’edilizia residenziale assistita dall’intervento pubblico.
Il PNEA, che è stato approvato con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2009 in attuazione dell’articolo 11 del d.l. 112/08 convertito dalla l. 133/2008, è finalizzato a “garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo” ed è rivolto “all’incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l’offerta di abitazioni di edilizia residenziale, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinate prioritariamente a prima casa” per le seguenti categorie sociali svantaggiate:
- nuclei familiari a basso reddito, anche mono-parentali o mono-reddito;
- giovani coppie a basso reddito;
- anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
- studenti fuori sede;
- soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
- altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1 della Legge n. 9 del 2007;
- immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima Regione.
Parte del sistema degli interventi previsto dal PNEA è stato attuato dalle Regioni/Province autonome con le risorse loro assegnate con il Decreto Ministeriale 8 marzo 2010 e traferite attraverso la sottoscrizione di Accordi di Programma stipulati con lo Stato.

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L’AZIONE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

La Regione FVG, assegnataria di un finanziamento di 7.955.996,47 euro, ha sottoscritto il proprio Accordo di Programma con lo Stato il 19 marzo 2013 per la realizzazione dei seguenti interventi di edilizia sovvenzionata previsti dal PNEA:
- incremento del patrimonio abitativo di edilizia con le risorse anche derivanti dall'alienazione di alloggi di edilizia pubblica;
- realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale.
Gli interventi individuati dall’Accordo ai fini del loro finanziamento sono stati selezionati tra quelli proposti dalla Regione nell’ambito di un Programma coordinato di interventi adottato con DGR n. 770/2011 e n. 301/2012 sulla base della graduatoria approvata in esito all’espletamento di un Avviso pubblico di manifestazione di interesse.

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LA NORMATIVA SUGLI AIUTI DI STATO

Gli interventi di edilizia sociale oggetto dell’Accordo di Programma stipulato il 19 marzo 2013 rientrano nella categoria dei servizi di interesse economico generale soggetta, nel caso in cui l’intervento configuri aiuto di Stato, alla disciplina contenuta nella Decisione 2012/21/UE del 20 dicembre 2011 riguardante l’applicazione dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale (SIEG).

In linea con quanto previsto dalla Decisione 2012/21/UE, gli operatori responsabili degli interventi individuati nell’Accordo di Programma sono stati incaricati della realizzazione degli stessi mediante la stipula di un Protocollo d’intesa con il quale sono stati definiti, tra l’altro, i compiti del soggetto attuatore e i tempi, le modalità e la localizzazione degli alloggi sociali da realizzare nel rispetto delle caratteristiche definite nel DM 22 aprile 2008.

I Protocolli stipulati nel corso del 2014 in attuazione dell’Accordo di Programma sono cinque: ATER della Provincia di Gorizia, Del Mistro Giacobbe Impresa Edile S.p.A., ATER della provincia di Trieste, Tilatti Rinaldo s.r.l. e ATER dell'Alto Friuli.

In relazione al controllo della compensazione e della sovracompensazione previsto dalla Decisione 2012/21/UE, la Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle facoltà riconosciute a tutte le Regioni dal DM 5.8.1994 di definire i limiti di costo di realizzazione tecnica degli interventi, si è dotata di un meccanismo di controllo dei costi definito in relazione al mercato che, a partire dal 2002, è applicato a tutti i lavori pubblici della Regione, ivi inclusi quelli relativi all’edilizia residenziale pubblica.
La legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici) infatti:
- subordina il finanziamento pubblico dei soggetti che realizzano opere pubbliche alla presentazione di un quadro economico e di un cronoprogramma comprensivo delle fasi di progettazione e di esecuzione dei lavori;
- prevede l’obbligo per tutte le amministrazioni appaltanti di utilizzare il “prezzario regionale unificato”, quale strumento per la corretta programmazione, progettazione e realizzazione delle opere pubbliche in Regione in quanto consente alle amministrazioni appaltanti di avere un costante controllo dei costi e della qualità delle singole opere e maestranze utilizzate.

Sempre ai fini del controllo della compensazione, è in corso di sperimentazione un ulteriore strumento, il Piano economico finanziario dell’intervento, elaborato sulla base delle Linee guida per l’applicazione della decisione della Commissione 2012/21/UE adottate dalle Regioni il 10 luglio 2014.

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