Indennizzi per danni causati dalle avversità atmosferiche e meteomarine di carattere eccezionale verificatesi dal 30 gennaio 2012 al 20 febbraio 2012.
Le imprese della pesca e dell’acquacoltura della regione che hanno subito danni dalle avversità atmosferiche e meteomarine di carattere eccezionale verificatesi dal 30 gennaio 2012 al 20 febbraio 2012 possono presentare domanda di indennizzo (Regolamento recente criteri e modalità per la concessione di indennizzi a favore delle imprese ittiche che hanno subito danni dalle avversità atmosferiche e meteomarine di carattere eccezionale verificatesi dal 30 gennaio 2012 al 20 febbraio 2012, in attuazione dell’articolo 1, comma 3 bis , 3 ter, e 9 della legge regionale 13 agosto 2002, n. 22, Istituzione del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura, approvato con D.P.Reg 10.04.2014, n.062/Pres. E pubblicato sul BUR del 23 aprile 2014).
Le domande di indennizzo, predisposte sulla base del modello approvato con decreto del Direttore del Servizio caccia e risorse ittiche n.1271 del17 aprile 2014, devono essere presentate al Servizio caccia e risorse ittiche entro il 23 maggio 2014.
L’indennizzo sarà liquidato mediante le risorse del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura, in attuazione dell’articolo 1, comma 3 bis , 3 ter, e 9 della legge regionale 13 agosto 2002, n. 22.
 
 

 

Di cosa si tratta

Il Regolamento prevede indennizzi a favore delle imprese di pesca e acquacoltura della Regione a copertura degli oneri sostenuti per danneggiamenti arrecati dall’evento alla produzione, alle attrezzature e alle strutture.

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Beneficiari

a) le imprese operanti nel settore dell’acquacoltura in acque marine e lagunari della regione;
b) le imprese di pesca proprietarie o armatrici di imbarcazioni iscritte nelle matricole o nei registri navi minori o galleggianti presso gli uffici marittimi dei Compartimenti marittimi di Trieste e Monfalcone alla data di sospensione delle attività di pesca.
 
 

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Condizioni

Gli indennizzi alle imprese di pesca e di acquacoltura sono concessi a condizione che l’entità dei danni subiti nell’anno dell’evento non sia inferiore alla soglia del 30 per cento del fatturato medio dell’impresa nei tre anni precedenti l’evento.
L’entità dei danni subiti è determinata in applicazione dei seguenti criteri:
 
a) alle imprese di pesca sono riconosciuti i danni alla produzione a condizione che le unità da pesca siano rimaste ferme per almeno quindici giorni consecutivi decorrenti dall’evento;
 
b) alle imprese di acquacoltura è riconosciuto il danno alla produzione lorda vendibile attualizzata, suddivisa nelle principali specie ittiche allevate: orate, branzini, cefali e mitili; il danno è determinato tenendo conto del danno emergente e del lucro cessante; la produzione lorda vendibile è quantificata sulla base dell’accrescimento medio delle giacenze di prodotto ittico del triennio precedente l’evento, calcolato applicando i coefficienti riportati nell’allegato A;
 
c) per determinare il valore della produzione lorda vendibile attualizzata sono applicati i prezzi medi di vendita al chilogrammo di ogni specie ittica prodotta, rilevati nei mercati ittici dell’alto Adriatico alla data di presentazione della domanda di indennizzo;
 
d) alle unità da pesca e alle unità asservite ad impianti di acquacoltura sono riconosciuti eventuali danni allo scafo, agli apparati motore, alle attrezzature di bordo e le spese sostenute per il recupero di unità affondate, nonché i danni alle attrezzature e strutture di impianti di acquacoltura.
 

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Misura dell’indennizzo

L’indennizzo è concesso in conto capitale sulla base dell’accertamento dei danni materiali alla produzione, alle attrezzature e alle strutture delle imprese di pesca e di acquacoltura preesistenti all’evento.
 
- per le imprese di pesca che hanno sospeso l’attività per almeno quindici giorni consecutivi decorrenti dall’evento, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a) del Regolamento, l’indennizzo è determinato moltiplicando l’importo giornaliero del premio di cui all’allegato B per le giornate effettive di interruzione dell’attività, cui si somma la misura del 50 per cento dei danni riconosciuti all’unità da pesca di cui all’articolo 5, comma 2, lettera d), fino ad un importo complessivo massimo di euro 20.000,00.
 
- per le imprese di acquacoltura l’indennizzo è quantificato nella misura del 20 per cento dei danni riconosciuti alla produzione lorda vendibile, determinati con le modalità di cui all’articolo 5, comma 2, lettere b) e c), nonché dei danni alle attrezzature, strutture e alle unità asservite agli impianti, di cui all’articolo 5, comma 2, lettera d), fino ad un importo complessivo massimo di euro 50.000,00.
 
 

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