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PROGETTI DI RSI E DI RICONVERSIONE IN AREA DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA DI TRIESTE

FAQ - Progetti di RSI e di riconversione in area di crisi industriale complessa di Trieste

Non è possibile far rientrare i progetti di industrializzazione nell’ambito dell’attività di ricerca e innovazione, in quanto non espressamente previsti dalla normativa. Peraltro la ricerca non prevede investimenti diretti finalizzati all'attività produttiva dell’impresa, ancorché strettamente legati e complementari allo sfruttamento dei risultati della ricerca, secondo le definizioni indicate all'articolo 3, comma 1, lettere a, b, c, e d.

Per i progetti di riconversione sono ammesse le spese per acquisto di arredi e mobili d’ufficio, ad esclusione di beni di lusso e ornamentali, destinati ad immobili dismessi da almeno un anno alla data di entrata in vigore del regolamento (v. art. 7, comma 8, lettera e). Va tenuto presente peraltro che le spese per acquisto di arredi e mobili d’ufficio logicamente saranno ritenute ammissibili nell'ambito di un’iniziativa qualificata quale “riconversione”.

Per rispondere al quesito è necessario fare riferimento al perimetro dell’Ente Zona Industriale di Trieste, che è stato ridefinito nella legge regionale 30 aprile 2003, n. 12 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2003. Supplemento straordinario Bollettino Ufficiale Regionale 05/05/2003, n. 003) all'articolo 22 comma 6 che ha modificato il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 1 ottobre 2002, n. 25 (Disciplina dell’Ente Zona Industriale di Trieste) – Planimetria - allegato A. L’area è stata poi definita all'articolo 3 dell’accordo di programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale nell'area di crisi industriale complessa di Trieste del 30/01/2014 che, per semplicità, si riporta qui di seguito:
Articolo 3, Perimetro dell’area di crisi
Con il presente Accordo le Parti riconoscono la delimitazione geografica dell’area di crisi industriale complessa come coincidente con il perimetro dell’Ente per la Zona Industriale di Trieste (EZIT), individuato nella planimetria richiamata dall'articolo 1, comma 1, della Legge regionale n. 25/2002, congiuntamente alle aree demaniali in concessione alla Servola s.p.a. e con esclusione delle aree interessate dalla piattaforma logistica (primo e secondo stralcio), che costituisce l’Allegato A).

L’impresa può presentare contestualmente domanda sia per i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione che per i progetti di riconversione industriale. Le domande però devono essere separate e compilate sulla modulistica appositamente predisposta per tipologia di iniziativa scaricabile dal sito dell’Ente Gestore.

La misura contributiva ha lo scopo principale di riqualificare l’area di crisi industriale complessa di Trieste e quindi di attrarre nuovi investimenti, pertanto può presentare domanda anche un’impresa non attualmente insediata. Bisogna però tener presente che, qualora i soggetti beneficiari non abbiano la sede o un’unità operativa in detta area all'atto della presentazione della domanda, l’apertura della sede o delle unità operative, da registrarsi presso il registro delle imprese, deve intervenire prima dell’avvio del progetto (art. 4, comma 4).

La domanda è generica: se l’immobile in locazione è dismesso da più di un anno e l’interessato intende acquistarlo, l’acquisto dello stesso è agevolabile, così come è agevolabile sull'immobile in locazione, un intervento edilizio o l’acquisto di beni mobili. In questa seconda ipotesi si richiama l’attenzione sulla modulistica ed in particolare sull'allegato 1) alla domanda per i progetti di riconversione industriale, il quale prevede che, nel caso in cui la richiesta di contributo riguardi l’acquisto di aree ed edifici dismessi o interventi di rilevanza urbanistica ed edilizia, l’attività di bonifica e messa in sicurezza e la rimozione di opere e manufatti in amianto di cui all'articolo 7 comma 8 lettere a), b), g) ed h) del DPReg. 232/2015 è necessario allegare copia del contratto di proprietà o di altro titolo comprovante la disponibilità dell’i mmobile (se diversa dal diritto di proprietà) di durata almeno pari a quella del vincolo di destinazione di cui all'articolo 27 del Regolamento, corredato dall'assenso scritto del proprietario.

Per l’ammissibilità della domanda viene valutato anche il codice ATECO secondario dell’impresa. Si fa presente però che detto codice deve essere compatibile con le destinazioni d’uso stabilite dai vigenti strumenti urbanistici comunali.

Le misure regionali sono complementari e non si sovrappongono con le misure nazionali attivate dall'Asse II dell’Accordo di Trieste del 30 gennaio 2014. Un’impresa potrebbe sfruttare entrambe le misure per sviluppare un progetto complesso. Ad esempio l’iniziativa potrebbe riguardare un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione (a valere sulla misura regionale) e di recupero ambientale (a valere sulla misura nazionale) di un’area dismessa.

La costruzione di un nuovo immobile su un terreno inedificato è ammissibile a contributo. Si evidenzia che, per quanto riguarda i progetti di riconversione, tra le spese ammissibili di cui all'articolo 7, comma 8, lettera b, vengono citati “gli interventi di rilevanza urbanistica e edilizia su aree dismesse funzionali all'intervento di riconversione”.

L’art. 9, comma 2, stabilisce che le iniziative devono essere avviate in data successiva a quella di presentazione della domanda. Il successivo comma 4 del medesimo articolo stabilisce alla lettera b) che per avvio dell’iniziativa si intende “la data riportata nella documentazione relativa alle spese ammissibili di cui all'articolo 7 comma 8” Pertanto vengono ritenute finanziabili le sole spese sostenute successivamente alla data di presentazione della suddetta istanza. Nel caso di specie, la data di acquisto come risultante dall'atto di compravendita dovrà essere di data successiva a quella di presentazione della domanda pena la non ammissibilità a contributo dell’intero progetto.

L’art. 9, comma 2, stabilisce che le iniziative devono essere avviate in data successiva a quella di presentazione della domanda. Il successivo comma 4 del medesimo articolo stabilisce alla lettera b) che per avvio dell’iniziativa si intende “la data riportata nella documentazione relativa alle spese ammissibili di cui all'articolo 7 comma 8” Pertanto vengono ritenute finanziabili le sole spese sostenute successivamente alla data di presentazione della suddetta istanza. Nel caso di specie, la data di acquisto come risultante dall'atto di compravendita dovrà essere di data successiva a quella di presentazione della domanda pena la non ammissibilità a contributo dell’intero progetto.

È possibile presentare domanda per l’adeguamento degli impianti relativi al locale dismesso oltre che per l’acquisto di macchinari e attrezzature; l’adeguamento non deve riguardare la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 73, legge regionale 18/2003) posto che nella domanda di contributo l’impresa dichiara di rispettare tale normativa. Si ricorda però che per essere finanziabili, dette spese devono essere sostenute dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Non esclusivamente. L’attività deve essere compatibile rispetto alle destinazioni d’uso stabilite dai vigenti strumenti urbanistici comunali.

L’impresa può presentare richiesta di contributo per un magazzino, sempre che si tratti di immobile dismesso da almeno un anno alla data di entrata in vigore del regolamento e l’utilizzo dello stesso sia strettamente funzionale all'attività produttiva dell’impresa.

Un’azienda la cui attività riguarda la produzione di software può presentare domanda di contributo. Finalità degli incentivi in argomento è quella di supportare il sistema produttivo dell’area di crisi industriale complessa di Trieste.

Un’impresa che svolge attività terminalistica portuale può fare domanda di contributo. Si fa presente però che Riva Traiana non rientra nell'area interessata dalle misure in oggetto (v. risposta a precedente quesito 3). A tale proposito, si ricorda quanto previsto dal comma 4, dell’art. 4 del Regolamento : “Qualora i soggetti beneficiari non abbiano la sede o un’unità operativa nell'area di crisi di Trieste all'atto della presentazione della domanda, l’apertura della sede o delle unità operative, da registrarsi presso il registro delle imprese, deve intervenire prima dell’avvio del progetto e deve essere comunicata all'Ente Gestore.”.

Non è possibile per l’impresa in questione presentare domanda di contributo per l’ampliamento del proprio capannone, in quanto, rientrano nei progetti di riconversione le iniziative che riguardano aree dismesse, ovverossia spazi e contenitori nella forma di beni immobili o di loro parte, che non sono usati da almeno un anno alla data di entrata in vigore del regolamento (art. 3, comma 1, lettera o del Regolamento).

Per l'acquisto dell'immobile:
l'articolo 9, comma 2, stabilisce che le iniziative devono essere avviate in data successiva a quella di presentazione della domanda. Il successivo comma 4 del medesimo articolo stabilisce alla lettera b) che per avvio dell’iniziativa si intende “la data riportata nella documentazione relativa alle spese ammissibili di cui all'articolo 7 comma 8” Pertanto vengono ritenute finanziabili le sole spese sostenute successivamente alla data di presentazione della suddetta istanza. Nel caso di specie, la data di acquisto come risultante dall'atto di compravendita dovrà essere di data successiva a quella di presentazione della domanda pena la non ammissibilità a contributo dell’intero progetto.
Per l’acquisto di macchinari ed attrezzature:
bisogna far riferimento all'articolo 9, comma 2, il quale stabilisce che le iniziative devono essere avviate in data successiva a quella di presentazione della domanda. Per l’adeguamento di impianti questo non deve riguardare la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 73, legge regionale 18/2003) posto che nella domanda di contributo l’impresa dichiara di rispettare tale normativa.

In questo caso, essendo considerate ammissibili a contributo solo le spese sostenute dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve presentare il contratto preliminare, o una dichiarazione d’intenti o documentazione equipollente.

L’intervento deve essere di rilevanza urbanistica ed edilizia, funzionale all'intervento di riconversione, e non un intervento di manutenzione ordinaria, e va accompagnato da planimetria illustrativa.

Per innovazione di processo si intende l’applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato (inclusi cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature o nel software), esclusi i cambiamenti o i miglioramenti minori, l’aumento delle capacità di produzione o di servizio ottenuto con l’aggiunta di sistemi di fabbricazione o di sistemi logistici che sono molto simili a quelli già in uso, la cessazione dell’utilizzazione di un processo, la mera sostituzione o estensione dei beni strumentali, i cambiamenti derivanti unicamente da variazioni del prezzo dei fattori, la produzione personalizzata, l’adattamento ai mercati locali, le periodiche modifiche stagionali e altri cambiamenti ciclici nonché il commercio di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati. Mentre l’innovazione dell’organizzazione è l’a pplicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nell'organizzazione del luogo di lavoro nelle relazioni esterne di un’impresa o nella valorizzazione della componente femminile delle risorse umane aziendali e dei percorsi di carriera delle donne esclusi i cambiamenti che si basano su metodi organizzativi già utilizzati nell'impresa, i cambiamenti nella strategia di gestione, le fusioni e le acquisizioni, la cessazione dell’utilizzo di un processo, la mera sostituzione o estensione dei beni strumentali, i cambiamenti derivanti unicamente da variazioni del prezzo dei fattori, la produzione personalizzata, l’adattamento ai mercati locali, le periodiche modifiche stagionali e altri cambiamenti ciclici nonché il commercio di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati.

In relazione a detto quesito, si conferma che le relazioni delle imprese che partecipano al progetto, collaborando alla realizzazione dello stesso, presenteranno, con domande separate, relazioni per molti aspetti comuni . Ogni impresa all'interno della relazione dovrà evidenziare in modo approfondito il proprio ruolo, nonché gli aspetti di complementarietà che la legano necessariamente all'attività svolta dalle altre imprese all'interno del progetto. Resta inteso che le spese previste saranno diverse per ogni impresa e idonee all'attività svolta dalla stessa nell'iniziativa oggetto della domanda.

ultimo aggiornamento: Wed Oct 19 08:03:24 CEST 2016