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agricoltura e foreste

agriturismo

FAQ - Attività agrituristiche

Sono attività di ricezione e ospitalità degli imprenditori agricoli presso la propria azienda, connesse e complementari con le attività di coltivazione del fondo, di selvicoltura, di allevamento di animali, di pesca e di acquacoltura, che devono comunque rimanere quelle principali.

Verificando che:
a) il tempo lavoro impiegato nell'attività agricola sia superiore a quello dell'attività agrituristica;
b) l'attività si svolga negli spazi aziendali;
c) i prodotti utilizzati derivino prevalentemente dall'attività dell'azienda agricola;
d) almeno l'80% del valore annuo della materia prima utilizzata per la somministrazione di pasti e bevande, con esclusione dei prodotti necessari alla preparazione degli alimenti e dell'acqua minerale, deve essere di produzione aziendale, acquistata da altri produttori agricoli operanti nella Regione, da aziende aderenti ai Consorzi di tutela dei prodotti tipici regionali (DOP, IGP, DO, IGT) o da quelle che producono prodotti regionali tradizionali.

Rientrano nell'attività agrituristica:
a) l'ospitalità per soggiorno in appositi locali aziendali;
b) l'accoglimento in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori o di turisti con altri mezzi di pernottamento autonomi e mobili;
c) la somministrazione di pasti e di bevande, compresi alcolici e superalcolici, tipici della regione, ricavati prevalentemente da prodotti aziendali ottenuti attraverso lavorazioni interne o esterne all'azienda;
d) l'organizzazione di attività didattiche, ricreative (a carattere sportivo o culturale) e di iniziative espositive dedicate a testimonianze del mondo rurale;
e) l'organizzazione di attività escursionistiche con veicoli tipici in ambito rurale e con mezzi nautici tipici in ambito fluviale e lagunare;
f) la vendita dei prodotti dell'azienda agricola, svolta nei locali dell'attività agrituristica;
g) l'organizzazione dell'attività agrituristico – venatoria, nel rispetto della normativa vigente;
h) il nolo di cicli e mezzi nautici, fino a due natanti per azienda agrituristica;
i) l'accoglienza degli ospiti per la degustazione di prodotti aziendali e tipici tradizionali regionali;
l) l'organizzazione di iniziative ricreative, culturali e didattiche, svolte da aziende agricole.

Esclusivamente personale partecipante all'impresa familiare o personale dipendente.

Tutti gli edifici, o parte di essi, nella disponibilità dell'impresa che compongono l'azienda agricola.

Sono quelli che risultano iscritti all'Elenco provinciale degli operatori agrituristici della C.C.I.A.A.

All'Elenco possono iscriversi:
a) gli imprenditori agricoli iscritti al Registro delle Imprese;
b) gli organismi associativi con finalità economiche costituiti da allevatori conduttori di pascoli e di malghe.

Per l'iscrizione all'Elenco è necessario:
a) essere imprenditore agricolo iscritto al Registro delle Imprese;
b) aver frequentato un corso di 90 ore di formazione professionale per operatori agrituristici ovvero impegnarsi a frequentarlo entro un anno dall'iscrizione nell'Elenco.
La frequenza al corso non è obbligatoria per chi possiede un diploma universitario o di istruzione secondaria superiore ovvero di qualifica di operatore agroambientale, agrituristico o agroindustriale conseguita a seguito di corso di durata almeno triennale presso Istituto Professionale di Stato o equiparato.
Per gli imprenditori agricoli diversi dalle persone fisiche l'attestazione riguarda il preposto alla conduzione dell'azienda; per quelle persone fisiche e società di persone è sufficiente che l'attestazione di frequenza sia posseduta da un componente dell'impresa familiare o da un socio della società.

I soggetti interessati all'esercizio di attività agrituristica presentano al Comune segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), allegando le dichiarazioni previste dall'articolo 9 della L.R. 25/1996.

L'operatore agrituristico deve:
a) condurre l'attività agrituristica nel rispetto del regolamento regionale;
b) esporre al pubblico le tariffe e i prezzi praticati, oltre al marchio agrituristico regionale;
c) rispettare i limiti e le modalità indicate nella SCIA;
d) a fini statistici, comunicare giornalmente il movimento degli ospiti a Turismo FVG o al soggetto incaricato  ed, eventualmente, al Comune, utilizzando i moduli ISTAT;
e) registrare gli ospiti secondo le disposizioni statali in materia di pubblica sicurezza; per l'ospitalità svolta nelle malghe o in altre strutture assimilabili, valgono le deroghe previste per i rifugi escursionistici;
f) comunicare al Comune e all'Azienda per i servizi sanitari, entro 30 giorni dall'evento, la cessazione o la sospensione dell'attività agrituristica.

L' Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (ERSA).

ultimo aggiornamento: Tue Apr 11 10:38:36 CEST 2017