Supporto e sostegno economico ai Comuni che accolgono minori stranieri non accompagnati.

L’art. 2 della  LEGGE 7 aprile 2017, n. 47 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” definisce minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato, il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.

I Minori stranieri non accompagnati (MSNA) si trovano in una condizione di importante vulnerabilità che costituisce un fattore pregiudizievole alla crescita in quanto a rischio di vittimizzazione, marginalità, sfruttamento e abusi. Nell’ultimo decennio sono diventati sempre più protagonisti dei flussi migratori, costituendo un segmento importante della popolazione alla ricerca di protezione e asilo. Per i Comuni, in qualità di soggetti deputati all’accoglienza del minore e all’attivazione della rete dei servizi sociali il tema dei giovani stranieri non accompagnati è divenuto centrale per il forte impatto sul sistema di welfare locale sia dal punto di vista economico che sociale e operativo (dal Rapporto statistico Immigrazione 2016 della Regione). 

Gli interventi 2.1 Spese di accoglienza Enti locali per MSNA e 2.2 Spese di accoglienza Enti locali per Neomaggiorenni del Programma Immigrazione 2019 definiscono le modalità di attuazione in materia dando attuazione all’art. 14 della Lr 31/2015, con riferimento all’applicazione dei commi 1 (MSNA) e 2 (NEOMAGGIORENNI).

Intervento 2.1 del Programma Immigrazione 2019 - Spese di accoglienza Enti locali per MSNA

L'intervento è finalizzato ad assicurare la collocazione di Minori stranieri non accompagnati (MSNA) in idonee strutture, a seguito del loro affidamento agli Enti locali da parte del Tribunale per i Minorenni.
Gli Enti locali che intendono accedere al rimborso della Regione, garantiscono la promozione presso le Comunità di accoglienza di attività educative finalizzate ad orientare i MSNA in percorsi di crescita dell’identità personale e sociale favorendone la progressiva responsabilizzazione e autonomia.
Nello specifico, gli Enti locali che autonomamente individuano le Comunità di accoglienza ritenute idonee, in possesso di autorizzazione al funzionamento ai sensi del Regolamento DPGR 14 febbraio 1990 n. 83, di cui alla L.R. 33/88, per ottenere dalla Regione il rimborso necessario al pagamento delle rette, assicurano, mediante apposite attestazioni, che le stesse Comunità promuovano progetti socio educativi che comprendono: apprendimento della lingua italiana e dell’e ducazione civica; assolvimento dell’obbligo scolastico/formativo; attività di integrazione sociale (attività sportive, artistico–culturali, volontariato); apprendimento delle attività di vita quotidiana (gestione di spazi, denaro, propri beni, ecc. ecc.); contrasto di condotte devianti; accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e formativi. Attestano inoltre ulteriori requisiti, tra cui ad esempio la garanzia di adeguate misure di cura, educazione e vigilanza; la stipula di polizza di responsabilità civile per il minore; l'assistenza legale ecc.
 
Di seguito sono pubblicati i modelli per la domanda di rimborso e per le attestazioni richieste, come meglio specificato nella nota inviata ai Comuni.
 
Per informazioni:
dalle ore 9 alle 13
Sandra Leita 0432 555808 sandra.leita@regione.fvg.it
Barbara Chivilò 0432 555560 barbara.chivilo@regione.fvg.it

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Intervento 2.2 del Programma Immigrazione 2019 -  Spese di accoglienza Enti locali per Neomaggiorenni

L’art. 13, comma 2, della Legge n. 47/2017 (Misure di accompagnamento verso la maggiore età e misure di integrazione di lungo periodo) prevede che il minore straniero non accompagnato, al compimento della maggiore età, possa completare il percorso già intrapreso finalizzato all’i nserimento sociale e all’autonomia.

I Servizi sociali dei Comuni che hanno in carico il minore (ma anche lo stesso minore, il Tutore o il Responsabile della Struttura nella quale il minore si trova accolto), possono proporre istanza al Tribunale per i minorenni affinché questo decida sul c.d. prosieguo amministrativo e dunque sull’affidamento ai Servizi sociali dello stesso Comune, al fine di completare il percorso di inserimento sociale già iniziato fino al compimento del ventunesimo anno di età.
La Regione, nell’ambito del prosieguo amministrativo, interviene per sostenere gli Enti locali che risultano affidatari di neomaggiorenni.

Di seguito sono pubblicati i modelli per la domanda di rimborso e per le attestazioni richieste, come meglio specificato nella nota inviata ai Comuni.

Per informazioni:
dalle ore 9 alle 13
Sandra Leita 0432 555808 sandra.leita@regione.fvg.it
Barbara Chivilò 0432 555560 barbara.chivilo@regione.fvg.it

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