Il Carso rappresenta uno degli ambienti più originali della nostra regione. Il paesaggio maggiormente caratteristico è quello della Landa, una prateria arida con presenza di macchie di arbusti su cui, fra tutti domina il Sommacco.

Già a partire dalla antichità, dal pietrame in sovrabbondanza si sono ricavati i caratteristici muretti a secco che dividono i campi. Questi ultimi contribuiscono a disegnare il peculiare paesaggio seminaturale che contraddistingue questo territorio.

Altro elemento di spicco sono le pinete artificiali a Pino nero favorite dalla gestione forestale introdotta durante la dominazione austriaca.

Da un punto di vista geologico, l'elemento in assoluto più caratteristico, e quello che più ne condiziona gli aspetti naturali e la fisionomia del paesaggio, è certamente rappresentato dall'imponenza dei fenomeni carsici; tanto che in tutto il mondo, le manifestazioni naturali di questo tipo, sono individuate proprio con lo specifico termine scientifico di "Carsismo", facendo evidentemente riferimento a questa particolare zona della nostra regione.

Si tratta di fenomeni di lenta dissoluzione chimica delle rocce carbonatiche (cioè di quelle costituite prevalentemente da carbonato di calcio), operata dalle acque piovane. Fra le più evidenti forme disegnate in superficie dai fenomeni carsici, si osservano le ampie cavità e depressioni a cielo aperto rappresentate dai pozzi verticali e più spesso dalle doline.

Ad esse si accompagnano nel sottosuolo, i complessi e vasti sistemi di grotte ricchi di grandi e piccole cavità e di cunicoli sotterranei.

E' così che il Carso, più di ogni altra zona della regione, si contraddistingue per la presenza di specie cavernicole spesso esclusive di questo territorio. Fra esse spicca il Proteo, un anfibio che nel corso del suo sviluppo diviene privo di occhi, poiché è adattato alle condizioni di buio presenti nelle grotte. Si tratta di una specie endemica (cioè esclusiva) per l'Italia. Per le sue caratteristiche biologiche essa risulta di straordinario interesse scientifico. Fra i numerosi pipistrelli presenti nelle grotte, il Rinolofo di Blasius risulta esclusivo, in l'Italia, dell'area carsica triestina.


Le pietraie carsiche e soleggiate sono particolarmente adatte ad ospitare numerose specie di rettili fra cui i serpenti come il Biacco e il Saettone. L'Algiroide magnifico è invece un bellissimo e variopinto rettile molto simile alla ben più nota Lucertola muraiola, anch'esso esclusivo del Carso triestino e goriziano. La specie è frequente in numerose località rupestri, in particolare nella Riserva naturale regionale della Val Rosandra, di cui è simbolo.
Altre specie rintracciabili nelle aree carsiche della regione sono la Testuggine di Hermann ed una specie di Geco, la Tarantola. Ancora una volta si tratta di specie che in Friuli Venezia Giulia sono presenti soltanto nella parte più orientale del nostro territorio. Soprattutto per la seconda, i ricercatori dibattono fra loro per capire se si tratti di specie introdotte dall'uomo, od autoctone per queste questa zona. In ogni caso, la loro presenza, rende testimonianza della particolare situazione ambientale e microclimatica che contraddistingue il Carso.


Per quanto riguarda gli anfibi è piuttosto diffusa la presenza del Rospo smeraldino che, fra le Rane ed i Rospi della regione, sembra la specie maggiormente adattata alle condizioni di aridità superficiale che caratterizzano questo territorio.
Interessante anche la presenza della Raganella centroeuropea le cui popolazioni in Italia sono segnalate, oltre che nel Tarvisiano, soltanto nella provincia di Trieste. Per quanto riguarda i mammiferi, gli ambienti aperti ma ricchi di cespugli favoriscono la presenza del Capriolo, della Lepre ma anche del Cinghiale, mentre fra i carnivori è ovunque abbondante la Volpe.
Occorre anche qui segnalare la sostituzione del Riccio europeo con il Riccio orientale. Nel Carso sono comuni anche il Tasso e la Faina. Fra gli uccelli occorre citare le specie legate ai pascoli ed ai prati come ad esempio l'Allodola, la Tottavilla e quelle caratteristiche della landa con macchie di arbusti come l'Averla piccola, il Succiacapre e l'Upupa; fra gli uccelli che nidificando tipicamente negli anfratti rocciosi il grande Gufo reale e le ultime popolazioni naturali di Piccione selvatico, mentre presso le forre calcaree o le falesie che si affacciano a picco sul mare nidifica il Rondone maggiore.