Per quanto riguarda l'area Alpina e Prealpina, si evidenziano alcune delle specie che assumono un maggiore valore simbolico, come ad esempio quelle appartenenti ai grandi carnivori, capaci da soli, con la loro presenza, di rendere testimonianza dell'importanza faunistica della regione.

Fra questi l'Orso bruno e la Lince che hanno cominciato a ricolonizzare la regione a partire da est e da nord, cioè dalle vicine Slovenia ed Austria. Interessante è anche la presenza del Gatto selvatico e di un numero rilevante di grandi uccelli rapaci. Fra essi ad esempio, le popolazioni di Aquila reale, in certe aree montane della nostra regione, che negli ultimi anni sono lentamente cresciute fino a raggiungere una densità ottimale.

Tutto questo costituisce un dato di grande significato ecologico poiché i grandi carnivori e gli uccelli rapaci, sono dei "superpredatori" cioè costituiscono l'anello terminale di quella lunga e complessa catena che lega i predatori alle loro prede e sono quindi rari per natura. La presenza dei superpredatori ci dice che gli ambienti naturali che frequentano sono particolarmente integri e ricchi di specie.

Ancora più in alto, lungo la catena di rapporti che lega le varie specie, al vertice della cosiddetta "Piramide alimentare", si trovano gli animali "spazzini", quali gli avvoltoi. Il tipico avvoltoio delle nostre montagne era un tempo il Grifone, un grande rapace per il quale, grazie ad un progetto regionale condotto presso la Riserva Naturale del Lago di Cornino, si è avviata la sua reintroduzione.

Attualmente il fattore che limita l'espansione dei grandi ungulati e carnivori sembra essere legato ai fenomeni di pressione diretta ed indiretta da parte dell'uomo, a motivo soprattutto del suo primato di predatore e competitore nei confronti di questi animali.

Fra i carnivori più piccoli, vi è l' Ermellino, animale che abita frequentemente le praterie alpine, i margini delle foreste ma anche i freschi boschi della media montagna, poveri di cespugli e con abbondanza d'acqua.

Altro carnivoro dei boschi di montagna, ma che in questo caso conduce vita prevalentemente arboricola, è la Martora. Fra i roditori occorre ricordare la Marmotta, animale che tipicamente ama costruire le proprie tane sui versanti soleggiati dei pascoli montani ricchi di pietrame.

Fra i grandi ungulati tipici delle più mature foreste alpine e prealpine occorre certamente ricordare il Cervo che negli ultimi anni è parso espandersi di pari passo all'allargamento delle grandi superfici forestali in montagna. Altro importante ungulato in costante espansione è il Cinghiale, che a partire dalle aree collinari, alpine e prealpine, negli ultimi anni, ha incominciato ad affacciarsi persino in pianura.

All'opposto, nelle aree montane, l'avanzare del bosco, che ovunque ha accompagnato l'abbandono di malghe e pascoli da parte dell'uomo, sta creando alcuni problemi ad altre specie simbolo delle aree alpine e prealpine. Si tratta di quelle legate soprattutto alle schiarite, alle radure, ai pascoli e alle cenge. Fra di esse occorre ricordare il Fagiano di monte, la Pernice bianca e la Lepre variabile.

Specie tipicamente alpine sono il Camoscio e lo Stambecco, anche se la presenza di quest'ultimo è stata ottenuta grazie alle recenti reintroduzioni lungo l'arco alpino orientale.

Specie di nuova introduzione è il Muflone che rimane però maggiormente legato alle aree prealpine più temperate e ai versanti soleggiati che si affacciano alla pianura. Innumerevoli le specie di uccelli alpini, anche se fra le più emblematiche occorre ricordare il Gracchio alpino, tipico delle alte vette montane, ed il Corvo imperiale. Alle foreste di conifere sono più tipicamente associati il Picchio nero e la Cincia dal ciuffo, ma dove sono presenti delle radure ed un più ricco sottobosco è possibile trovare anche il Francolino di monte.

Infine fra gli anfibi e i rettili più rappresentativi bisogna ricordare il Tritone alpino, la Salamandra alpina e la Vipera dal corno.