I prati stabili sono quelle formazioni erbacee, costituite da un numero elevato di specie vegetali spontanee, che non hanno mai subito il dissodamento e vengono mantenute solo con operazioni di sfalcio ed eventuale concimazione; la L.R. 9/2005 (Norme regionali per la tutela dei prati stabili naturali) comprende nei prati stabili anche le formazioni erbacee che, seppur derivate da precedente coltivazione, presentano la composizione floristica delle tipologie previste in legge oppure quelle che hanno subito manomissioni ma conservano buona parte delle specie tipiche nonchè  i prati derivati da interventi compensativi o ripristini.L'Unione Europea, all’allegato I della DIR 92/43/CEE (Direttiva Habitat),  comprende in alcuni habitat di interesse comunitario molte tipologie di prato stabile e tutela inoltre varie specie vegetali ed animali in esse presenti.
Queste formazioni erbacee, che non devono essere confuse con i prati avvicendati costituiti da erba medica o trifoglio e/o da graminacee seminate, erano un elemento piuttosto comune del paesaggio della pianura friulana prima che la diffusione delle monocolture agricole e l’ urbanizzazione ne causassero la progressiva scomparsa.
Pertanto i prati stabili ancora presenti sul territorio regionale rappresentano un prezioso serbatoio di biodiversità; essi costituiscono infatti l’habitat ideale per molti animali e possono ospitare moltissime specie erbacee anche su piccole superfici, alcune di notevole interesse fra cui vari endemismi, per esempio Dianthus sanguineus, Knautia ressmannii, Brassica glabrescens, Matthiola fruticulosa sp.valesiaca, Leontodon berinii per quanto riguarda gli ambienti asciutti e Erucastrum palustre, Armeria helodes, Centaurea forojuliensis, Euphrasia marchesettii, Senecio fontanicola per gli ambienti umidi.

L’INVENTARIO DEI PRATI STABILI DI PIANURA
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in seguito al sempre più frequente riscontro di dissodamenti o abbandono di superfici prative, ha emanato la L.R. 29 aprile 2005, n.9 (Norme regionali per la tutela dei prati stabili naturali).
L’art. 6 della L.R. 9/2005 ha previsto l'istituzione dell'inventario dei prati stabili naturali della pianura al fine di censire i prati stabili presenti nel territorio di pianura del Friuli Venezia Giulia per impostare una politica permanente di studio, conoscenza e salvaguardia dell'identità biologica del territorio e della biodiversità degli habitat e delle specie floristiche e faunistiche.
L’inventario dei prati stabili, adottato con D.G.R. 851 del 2 maggio 2007 ed approvato con D.G.R. 2166 del 14 settembre 2007, è una banca dati georeferenziata e contiene dati relativi poco meno di 8.000 appezzamenti prativi per una totale di circa 9.000 ettari; il 48% delle superfici prative censite si trova in aree della rete natura 2000 (ZSC e ZPS)
L’inventario è uno strumento dinamico, in quanto viene aggiornato in ogni tempo in conformità alle disposizione di legge sia d’ufficio che su domanda del proprietario o del conduttore; la versione aggiornata ed approvata con D.G.R. 124 del 29gennaio 2016 è consultabile e scaricabile dal sito internet della Regione secondo le modalità sotto riportate.
Le superfici individuate nell’inventario dei prati stabili costituiscono aree prioritarie nella concessione di contributi erogati dall'Amministrazione regionale per la conservazione dei prati, anche in attuazione di programmi comunitari in materia di agricoltura. Contributi forfettari annui possono essere concessi, tramite le Amministrazioni provinciali, su richiesta dei proprietari o conduttori.
L’inventario può essere consultato tramite la piattaforma Eagle.fvg, da cui è possibile anche scaricare il database in vari formati vettoriali, oppure tramite le rappresentazioni cartografiche di inquadramento elencate nei "Materiali accessori" nella sezione “Normativa" di questa pagina (la tavola di interesse può essere cercata avvalendosi del quadro di unione sotto riportato e/o tramite l’elenco dei Comuni riportato sempre nella sezione suindicata).

Prati tutelati

Sono inserite nell’inventario le superfici prative che sono caratterizzate dalle tipologie vegetazionali elencate nell’Allegato A della L.R. 9/2005 e/o che derivano da interventi compensativi e riduzioni in pristino, purchè:

- ricadano nei territori di pianura dei Comuni elencati nell’Allegato B della L.R. 9/2005;
- presentino una pendenza media non superiore al 10 per cento;
- ricadano in siti Natura 2000 oppure, all’esterno di tali siti, ricadano nelle zone E ed F (o comunque in zone di tutela ambientale-paesaggistica) dei Piani regolatori generali comunali esecutivi al 28/07/2012;
- non derivino da coltivazione effettuata successivamente all'1/1/1992 (condizione valida esclusivamente per le superfici associate alla tipologia indicata come “Arrenatereti” nell'allegato A, punto B1 della L.R. 9/2005);
- non derivino da ritiro dei seminativi dalla produzione;
- non ricadano in zone interessate da opere idrauliche.

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Misure di conservazione (art. 4, L.R. 9/2005)

Sulle superfici inserite nell’inventario dei prati stabili naturali di pianura non è ammesso:

a) ridurre la superficie tutelata;
b) effettuare trasformazioni colturali, modificazioni del suolo, livellamenti del terreno, scavi, riporti o depositi di materiale;
c) dissodare, alterare il cotico, seminare specie non appartenenti all'associazione vegetale interessata;
d) piantare specie arboree o arbustive;
e) irrigare (ad eccezione dei prati associati alle tipologie B e C indicate nell'Allegato A della L.R. 9/2005.
Sulle superfici inserite nell’inventario dei prati stabili naturali di pianura è ammesso:
a) concimare purché con le modalita' indicate nell'Allegato C della L.R. 9/2005;
b) pascolare purché non si causi degrado o alterazione della tipologia di prato stabile naturale.
La violazione delle norme di conservazione prevede sanzioni e l’obbligo del ripristino.

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Autorizzazione ad attività in deroga alle misure di conservazione (art. 5, L.R. 9/2005)

Le attività in deroga alle misure di conservazione  sono ammesse in caso di:

a) motivi di rilevante interesse pubblico, in mancanza di soluzioni alternative;
b) interventi sulle superfici associate alla tipologia indicata come “Arrenatereti” nell'allegato A, punto B1 della L.R. 9/2005.
L’autorizzazione in deroga è rilasciata con le seguenti modalità:
-  previa domanda degli interessati (Modello scaricabile); esito del procedimento amministrativo entro 60 giorni dalla richiesta
- prevedendo la realizzazione di interventi compensativi secondo le modalità tecniche indicate nell’allegato C della L.R. 9/2005;
- previo versamento di un deposito cauzionale o la stipulazione di idonea fideiussione a garanzia della corretta esecuzione degli interventi compensativi 

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Aggiornamenti dell'inverntario (inserimenti, modifiche, esclusioni ex art. 6bis, L.R. 9/2005)

Il perimetro di una formazione prativa inserita nell’inventario dei prati stabili naturali può essere modificato (mediante esclusione o variazione) in ogni tempo, qualora non presenti più i requisiti previsti dall’art. 2 della L.R.9/2005, oppure non rientri nell’ambito di applicazione definito all’art. 3, con le seguenti modalità: 

 - su domanda del proprietario o del conduttore (Modello scaricabile); esito del procedimento amministrativo entro 90 giorni dalla richiesta
- d’ufficio anche in esito alle attività di monitoraggio di habitat e specie di cui all’art.8 della L.R. 7/2008

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Contributi per la conservazione dei prati stabili

L’art. 8 della legge regionale 29 aprile 2005, n.9 e ss.mm.ii. autorizza l’Amministrazione regionale a concedere un contributo forfetario annuo per le attività svolte dai proprietari o conduttori per la conservazione dei prati stabili inseriti nell’apposito inventario regionale.
Qualora le risorse lo consentano, l’Amministrazione regionale può concedere un contributo forfetario annuo anche per attività svolte dai proprietari o conduttori finalizzate alla conservazione dei prati stabili inseriti nella banca dati regionale.
Il contributo forfetario annuo è fissato in 250 euro per ettaro o per frazioni inferiori all’ettaro sino al limite massimo per unità di superficie previsto dal regolamento UE n. 1305/2013 e non è cumulabile con altre sovvenzioni. Detto limite non trova applicazione per prati stabili di superficie inferiore ai 5000 metri quadri.
Il suddetto contributo viene concesso in osservanza delle disposizioni del regolamento UE n. 1408/2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo.
Il termine di presentazione delle domande è il 31 marzo di ogni anno.
La domanda va presentata utilizzando l’apposita modulistica scaricabile da questa pagina e spedendola tramite posta ordinaria, corriere o lettera raccomandata al seguente indirizzo:

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Direzione centrale infrastrutture e territorio
Servizio paesaggio e biodiversità
Via Sabbadini, 31
33100 Udine

La domanda può altresì essere inviata tramite posta elettronica certificata (PEC) in conformità alle normative vigenti in materia. In tal caso la domanda, sottoscritta con firma digitale, deve essere inoltrata all’indirizzo di PEC: territorio@certregione.fvg.it

La domanda può anche essere consegnata a mano presso le seguenti sedi della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio paesaggio e biodiversità:
UDINE Via Sabbadini, 31
PORDENONE Largo San Giorgio, 12

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