L’Orso bruno (Ursus arctos) è una specie particolarmente protetta dalla legge 157/1992.
La Convenzione di Berna elenca questo carnivoro tra le specie strettamente protette, la Direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”) lo include nelle specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa e lo inserisce nel ristretto novero delle specie prioritarie. Il quadro normativo prevede un rigoroso divieto di abbattimento, cattura, detenzione, commercio e disturbo (in particolare durante le fasi del ciclo riproduttivo e l’ibernazione).

La Direttiva “Habitat”  impone di preservarne popolazioni ed habitat in uno status di conservazione soddisfacente. Il DPR 357/1997 ha anche introdotto un obbligo, per Regioni e Province autonome, di garantire il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie di interesse comunitario (art. 8, comma 4) sulla base di linee guida prodotte dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in contatto con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (art. 7, commi 1 e 2). Il Ministero, a sua volta, è tenuto a trasmettere tali risultati alla Commissione europea.

Al fine di adempiere agli obblighi derivanti dalle previsioni normative succitate, l’Amministrazione regionale, con delibera della Giunta del 21 dicembre 2004, n. 3497, ha sottoscritto l’adesione al “Protocollo d’intesa inerente gli aspetti conservazionistici e gestionali dell’Orso bruno nell’arco alpino centro orientale”. All’iniziativa, sotto la supervisione e il sostegno finanziario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, hanno partecipato la Provincia Autonoma di Trento, la Regione Veneto, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Regione Lombardia e l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (ora ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), individuato quale soggetto che fornisce il supporto tecnico-scientifico.

Dal Protocollo è originato il “Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali” (PACOBACE): un documento, frutto dell’operato del gruppo di lavoro trans-regionale e in particolare dell’esperienza trentina di reintroduzione, che fornisce precise indicazioni sulle modalità di gestione della specie sull’arco alpino. Il PACOBACE è stato ratificato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con decreto del Direttore del Servizio tutela ambienti naturali e fauna del 19 novembre 2007, n. 3446,