Il progetto, condotto tra il 2004 e il 2008 nell’ambito del Programma Interreg III A Italia-Slovenia 2000-2006, ha interessato la fascia di confine con la Slovenia dal Tarvisiano al Carso, ove sono presenti popolazioni selvatiche di assoluto valore europeo.
Sono stati coinvolti a cavallo del confine oltre 180.000 ettari di territorio, 87 tra riserve di caccia ed aziende faunistico-venatorie e circa 3.100 cacciatori in un articolato intervento che si è posto l'obiettivo del monitoraggio puntuale e della corretta gestione delle risorse faunistiche.

Il progetto a titolarità regionale e coordinato dall'Ufficio studi faunistici aveva quali partner il Servizio regionale della sanità pubblica veterinaria, l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, le Università degli Studi di Udine e di Lubiana, la Lega dei cacciatori sloveni e il Dipartimento delle foreste sloveno. Il responsabile scientifico del progetto è stato il prof. Pietro Susmel dell'ateneo udinese.

Attraverso tre sottoprogetti si è inteso realizzare un rafforzamento dei rapporti transfrontalieri e una progressiva armonizzazione dei sistemi di gestione al fine di migliorare la gestione faunistica. Significativo poi lo spazio dedicato all'importanza della presenza dei grandi carnivori nell'area di confine (Orso bruno, Lince e Lupo) da anni oggetto dell’attenzione di studiosi specializzati che si avvalgono della preziosa collaborazione del Corpo forestale regionale. I risultati delle attività sono stati riportati nel volume "Grandi carnivori ed ungulati nell'area confinaria italo-slovena. Stato di conservazione" (prima edizioine del 2007, seconda del 2010, esaurito).