Il Friuli Venezia Giulia è caratterizzato da abbondanti precipitazioni in montagna, che vengono raccolte dai corsi d’acqua di fondo valle.

Allo sbocco in pianura, quasi tutti i loro apporti idrici si disperdono nei potenti materassi alluvionali dell’ Alta pianura friulana, contribuendo in maniera rilevante all’alimentazione di una falda freatica che si sviluppa (con continuità) su di un’area di 2500 km 2.

Nella Bassa pianura, che si estende fino al mare per 1200 km 2 ed è costituita da depositi alluvionali a fine granulometria (sabbie, argille e limi), si incontrano potenti falde artesiane multistrato, le cui acque possono risalire fino a 15-20 metri sul livello di campagna.

La fascia di separazione tra Alta e Bassa pianura è caratterizzata da una fitta serie di risorgive (Linea delle risorgive), da cui si origina una vasta e complessa rete idrografica superficiale che solca con continuità tutto il territorio della Bassa pianura.

L’affioramento delle acque della falda freatica è dovuto alla diversa struttura geologica delle due zone: l’Alta pianura è costituita prevalentemente da ghiaie ad elevata permeabilità, mentre la Bassa pianura è composta quasi esclusivamente da sabbie ed argille ed è quindi caratterizzata da una permeabilità molto ridotta rispetto alla precedente.

La parte meridionale della Bassa pianura e la fascia lagunare risultano interessate da un’ anomalia geotermica positiva che porta al riscaldamento delle acque contenute negli acquiferi artesiani, con temperature man mano più elevate per quelli più profondi i cui acquiferi vengono definiti geotermici.