Dal punto di vista normativo la tutela del paesaggio prende avvio con la Legge 29 giugno 1939, n. 1497, rivolta principalmente agli aspetti naturalistici, panoramici e storici puntualmente individuati, più tardi integrata con la Legge 8 agosto 1986, n. 431 che vi ha compreso ulteriori elementi, per lo più naturalistici, quali coste, corsi d’acqua, boschi, laghi, monti, riconoscendo a questi aspetti precisa valenza paesaggistica. La portata innovativa della L.431/85 è stata quella, pur nella sua genericità, di estendere il controllo degli interventi ad aree e beni di natura ambientale prima esclusi.   
Bisognerà attendere l’emanazione nel 2004 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (come da ultimo modificato con il Decreto Legge 26.03.2008 n. 63), perchè, nel rispetto dei principi fissati dalla Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta a Firenze nel 2000, sia introdotto il nuovo concetto di “paesaggio” inteso come l’insieme di tutto il territorio regionale. Non sono più un valore solo i paesaggi d’eccellenza, lo sono anche i paesaggi del quotidiano e quelli degradati.
Tutto il territorio è quindi riconosciuto quale risorsa essenziale e bene comune della collettività.
Nella nostra Regione le aree vincolate ai sensi dell’art. 136 del Dlgs 42/04, originariamente individuate dalla Legge 1497/39, sono circa 50 (a cui vanno aggiunte 25 cavità naturali), mentre quelle di maggiore estensione, oggi difficilmente quantificabili nella loro superficie, sono le aree tutelate ai sensi dell’art. 142 del Codice (ex Legge 431/85).

Tra queste ultime vanno citati i Parchi naturali regionali (Parco delle Dolomiti Friulane e Parco delle Prealpi Giulie) nonché 12 Riserve Naturali regionali e 3 Riserve Naturali statali. Parchi e riserve regionali sono stati istituiti ai sensi della LR 42/1996.