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pianificazione e gestione del territorio

Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico dei bacini regionali (PAIR)

FAQ - Piano stralcio Assetto Idrogeologico Regionale (PAIR)

L’adeguamento del PAIR comporta l’aggiornamento degli elaborati del Piano regolatore comunale rispetto alle limitazioni e vincoli d’uso del territorio imposti a carico di soggetti pubblici e privati, a tutela e protezione degli ambiti territoriali interessati, con lo scopo di perseguire una riduzione delle situazioni di rischio e pericolo.

L’adeguamento consiste nel recepimento sia nelle cartografie, sia nelle norme di attuazione dei PRGC, delle perimetrazioni delle diverse aree a pericolosità, comprese le aree di attenzione, e delle norme che disciplinano l’utilizzo delle stesse (con trascrizione di tutti gli articoli o, preferibilmente, mediante un rimando dinamico alle norme di attuazione del PARI) apportando, ove necessario, modifiche agli strumenti urbanistici stessi.

No. Si veda al proposito quanto riportato dall’art. 68 del decreto legislativo 152/2006.

Sì, in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici alle vigenti prescrizioni di PAIR, gli Enti locali interessati dal Piano sono tenuti comunque a rispettare, nel settore urbanistico, le sovraordinate prescrizioni a prescindere dall’effettivo adeguamento dei propri strumenti di pianificazione agli effetti del decreto legislativo 152/2006.

No, come previsto dall’art. 4, comma 5 delle norme di attuazione del PAIR le limitazioni e i vincoli posti dal Piano a carico di soggetti pubblici e privati rispondono all’interesse generale della tutela e della protezione degli ambiti territoriali considerati e della riduzione delle situazioni di rischio e pericolo, non hanno natura espropriativa e non comportano corresponsione di indennizzi.

È senz’altro auspicabile l’inserimento di tali misure, che corrispondono all’innalzamento del piano di calpestio dei nuovi edifici ad una quota di almeno 50 cm sopra il piano di campagna ed al divieto di realizzare vani accessibili al di sotto di tale quota, prevedendo la possibilità di adottare precauzioni inferiori sulla base di un’attenta valutazione dei possibili fenomeni di allagamento in quella porzione del territorio comunale. Va tuttavia rilevato che tale inserimento non riguarda l’obbligatorio adeguamento del PRGC ai PAIR e pertanto necessita del rispetto dei dettami di pubblicità e la previsione della fase di osservazione/opposizione dei soggetti interessati per le norme precauzionali introdotte dall’Amministrazione comunale negli strumenti urbanistici. Non è comunque dovuta la richiesta del parere geologico di cui all’articolo 10 della legge regionale 27/1988.

No, nel caso di mero recepimento, ovvero in assenza di modifiche delle destinazioni urbanistiche derivanti dall’adeguamento al PAIR, non è necessario richiedere il parere di cui all’art. 10 della L.R. 27/1988 e non è necessario predisporre nessuna asseverazione.

No, è sufficiente un unico atto in quanto i dettami di pubblicità previsti dalla norma di settore sono già rispettati dall’iter approvativo del PAIR.

Sì, ma in tal caso non potranno essere utilizzate le procedure semplificate di cui al capo II della L.R. 21/2015 e dovrà essere richiesto il parere di cui all’art. 10 delle L.R. 27/1988.

No, non è necessaria una specifica relazione sugli effetti sui beni paesaggistici.

Le perimetrazioni e le norme del PAI in oggetto sono riportate qui a lato.

Sì, è sufficiente richiedere i file alla Direzione centrale ambiente ed energia.

No, non sono previste modalità obbligatorie di recepimento, perché i diversi piani urbanistici comunali possono avere propri graficismi e la previsione standard di sovrassegni predefiniti potrebbe portare ad un risultato difficilmente leggibile. Si ritiene pertanto possibile l'inserimento di un sovrassegno unico, senza distinzione di classi di pericolosità, che rimandi alle tavole ufficiali dei PAIR, che devono essere parte integrante dei PRGC.

ultimo aggiornamento: Tue Feb 14 11:18:22 CET 2017