Produzione di energia elettrica

Complessivamente in regione sono attivi più di 20 impianti termoelettrici per un totale di circa 1.300 MW di potenza efficiente netta.

Tra questi le centrali di maggior rilevanza sono:

  • - centrale termoelettrica di Monfalcone (Gorizia): la centrale risulta costituita da 4 gruppi produttivi, due alimentati a carbone di potenza complessiva pari a 336 MW e due alimentati a olio combustibile della potenza complessiva di 640 MW. Originariamente di proprietà dell'ENEL nel 2001 è stata acquistata da Endesa Italia, società posseduta per l’85% da Endesa, primo gruppo elettrico spagnolo, e per il 15% da ASM Brescia, nell’ambito delle cessioni da parte dell’ex monopolista di parte del proprio complesso di produzione di energia elettrica deciso dal decreto di liberalizzazione del mercato elettrico. La produzione lorda della centrale di Monfalcone nell’anno 2003 è stata di circa 5.230 GWh di energia elettrica, equivalenti al 69% della produzione termoelettrica regionale. La produzione netta della centrale dello stesso anno è risultata di 4.921 GWh di energia elettrica, ed ha garantito la copertura del 52% della domanda regionale. Un nuovo progetto di ripotenziamento è stato presentato da Endesa Italia in concomitanza alla richiesta di costruzione di un terminale di rigassificazione ubicato nel polo energetico di Monfalcone. Il nuovo progetto prevede a partire dal 2008 la sostituzione dei gruppi a olio combustibile con un gruppo a ciclo combinato funzionate a gas naturale della potenza nominale di 800 MW, per una potenza nominale complessiva della centrale di 1.136 MW. È prevista la contestuale realizzazione di impianti per l’abbattimento dell’anidride solforosa dai fumi (ambientalizzazione) per i gruppi a carbone e la cessione diretta di energia elettrica e del calore in esubero all’area industriale di Monfalcone oppure la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento. Nel caso venga realizzato il nuovo progetto è prevedibile un funzionamento di “base” per i gruppi a carbone ed un funzionamento di medio carico, con circa 5.300 ore/anno di produzione, per il nuovo gruppo a ciclo combinato alimentato a gas naturale.
  • centrale di cogenerazione della Elettra GLT S.p.A.: sita nel complesso siderurgico di Servola (Trieste), la centrale ha una potenza nominale di 170 MW e può essere alimentata sia con gas naturale che con i gas residui provenienti dalle lavorazioni siderurgiche: attualmente viene alimentata con i gas residui di altoforno e di distillazione del coke;
  • centrale a ciclo combinato di Elettrogorizia S.p.A., partecipata al 30 per cento da AcegasAps, e da Trafigura, multinazionale olandese leader nella produzione e nel trading di energia. La centrale, che si trova a sudovest di Gorizia, è entrata in produzione nel luglio 2004 ed è costituita da un ciclo combinato alimentato a gas naturale con potenza nominale di circa 50 MW;
  • - sono poi presenti altre centrali di produzione termoelettrica gestite da autoproduttori, i quali producono energia elettrica prevalentemente per uso proprio;
  • - non significativo dal punto di vista produttivo ma rilevante dal lato ambientale l' impianto di turboespansione, con potenza nominale di 1,5 MW per il recupero dell’e nergia derivante dalla decompressione del gas naturale di proprietà della multiutility AcegasAps, sito a S. Giuseppe della Chiusa (TS).

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Produzione energia idroelettrica

Sul totale dell'energia da fonti rinnovabili disponibile all'interno della regione (corrispondente a poco più del 5% del totale energetico) la quota idroelettrica copre il 45%, mentre il restante 55% è costituito da biomasse.

Se ci si riferisce invece al totale di energia elettrica disponibile in regione nel 2003 (900 ktep), il ruolo della produzione idroelettrica si riduce all’11% (103 ktep) del totale generato, mentre si evidenzia la forte presenza del contributo termoelettrico (73% pari a 656 ktep), caratterizzato da un largo impiego di combustibili fossili tradizionali sia liquidi che solidi. La restante parte di energia elettrica (16% pari a 141 ktep) viene importata.

Le tecnologie applicate allo sfruttamento dell’energia dei corpi idrici superficiali sono da considerarsi “mature”, ossia ampiamente consolidate anche alla scala di piccola-media potenza. Le variabili di rilievo ai fini dell’installazione di impianti idroelettrici attengono essenzialmente agli aspetti ambientali ed economici, tra loro interdipendenti. Va puntualmente verificata l’e ffettiva disponibilità della risorsa nel territorio e nel corso del tempo, e gli impatti ambientali che comporta. 
Posto che, come risulta dalle analisi effettuate, il grande idroelettrico nella regione può ritenersi già sfruttato, con riferimento alla possibilità di realizzazioni residue di microgenerazione idroelettrica (potenze fino a 1 MW) dovrebbero venire svolti puntuali studi di fattibilità in ciascun possibile sito: potrebbero così autorizzarsi di volta in volta altri piccoli impianti, che comunque non possono influire significativamente sul quadro complessivo della risorsa.
Anche la riattivazione di impianti idroelettrici dimessi richiede puntuali studi di fattibilità che analizzino anche le cause all’origine delle dismissioni e le possibilità di riattivazione.

Nello scenario programmato si è valutata una produzione di energia idroelettrica fino a 142.000 Tep/anno per un numero medio di nuovi impianti pari a 20. Come infatti evidenziato anche in sede di analisi delle disponibilità potenziali regionali, si ritiene che si manterrà una sostanziale invariabilità rispetto alla situazione dello sfruttamento idroelattrico attuale e che la nuova potenzialità residua disponibile corrisponda sostanzialmente al quantitativo delle richieste di concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico attualmente in istruttoria presso gli uffici regionali competenti.

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Distribuzione linee elettriche

Competenza regionale
L'amministrazione regionale è competente al rilascio delle seguenti autorizzazioni:

  • a) autorizzazione alla produzione di energia elettrica con impianti alimentati da fonte convenzionale di potenza superiore o uguale a 50 MW termici e inferiore a 300 MW termici;
  • b) autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di linee elettriche regionali e sovraregionali fino a 150 kV, così come definite dall'art. 13 della L.R. 30/2002.



Articolazione della rete elettrica esistente

Rete nazionale
 

Nel Friuli Venezia Giulia sono presenti 163 km di linee a 380 kV e 241 km di linee a 220 kV facenti parte della rete di trasmissione nazionale e gestite da Terna.
La rete di trasmissione nazionale è costituita, nel territorio regionale, da una dorsale a 380 kV che attraversa la Regione in direzione est-ovest passando per la località di Redipuglia. Dalla stazione elettrica di Planais si diparte anche una seconda dorsale a 380 kV in direzione nord-sud che, dopo aver raggiunto la città di Udine, piega ad ovest passando vicino a Pordenone ed esce poi dai confini regionali. Due importanti linee a 220 kV si diramano dalla centrale idroelettrica di Somplago procedendo rispettivamente verso ovest (direzione Pordenone e poi Cordignano) e verso est (lungo la direttrice Monfalcone - Trieste). Accanto a queste dorsali principali sono presenti varie linee a 220 e 380 kV che servono i luoghi a maggior richiesta elettrica in Regione (stabilimenti del Consorzio Industriale dell'Aussa Corno, l'area industriale di Monfalcone, ecc.). Le interconnessioni con l'estero riguardano tutte la vicina Slovenia e sono costituite da un elettrodotto a 380 kV tra Redipuglia e Divaccia (Slovenia) ed uno a 220 kV in doppia terna tra Padriciano e Divaccia (Slovenia).


Rete locale

Per quanto riguarda le linee locali i soggetti distributori attualmente presenti in regione sono:

  • - IRIS (ex Azienda municipalizzata Multiservizi Goriziana - A.M.G. S.p.A.) che opera nel comune di Gorizia;
  • - Società multiutility AcegasAps che opera nell'area del comune di Trieste (con circa 140.000 utenze e una rete di circa 1.400 chilometri);
  • - Società Elettrica Cooperativa Alto BUT (SECAB) che serve i comuni di Paluzza, Ravascletto, Cercivento, Treppo Carnico, Ligosullo e, in quota inferiore al 20% del totale delle utenze elettriche, il comune di Sutrio (zona industriale artigianale, impianti sciistici dello Zoncolan, uffici comunali, asilo, ecc.);
  • - Società Idroelettrica Valcanale che opera nel comune di Tarvisio;
  • - Società Cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra che opera nel comune di Forni di Sopra;
  • - ENEL Distribuzione S.p.A. che svolge l’attività di distribuzione nei restanti comuni del territorio regionale.



Articolazione della rete elettrica transfrontaliera in fase di istruttoria regionale

Sono attualmente all'esame della Regione i seguenti progetti di elettrodotti transfrontalieri con Austria e Slovenia (merchant line):

  • - elettrodotto Wurmlach - Somplago: tensione 220 KV; società proponente: ALPE ADRIA ENERGIA S.p.A.; tipo di procedimento: autorizzazione statale da rilasciarsi previa intesa con la Regione;
  • - elettrodotto Wurmlach - Somplago: tensione 220 KV; società proponenti: Burgo S.p.A. ed Energetic Source S.p.A.; tipo di procedimento: autorizzazione statale da rilasciarsi previa intesa con la Regione;
  • - elettrodotto Mauthen - Paluzza: tensione 132 KV; società proponente: ALPEN ADRIA ENERGY LINE S.p.A.; tipo di procedimento: autorizzazione unica regionale con conferenza di servizi;
  • - elettrodotto Vrtojba - Redipuglia: tensione 110 KV; società proponenti: ACEGAS S.p.A., Enel Produzione S.p.A., Trafigura Italia s.r.l.; tipo di procedimento: autorizzazione unica regionale con conferenza di servizi;
  • - elettrodotto Dekani - Zaule: tensione 110 KV; società proponenti: ACEGAS S.p.A., Enel Produzione S.p.A., Trafigura Italia s.r.l.; tipo di procedimento: autorizzazione unica regionale con conferenza di servizi;
  • - elettrodotto confine Stato Gorizia - Redipuglia: tensione 110-132 KV; società proponente: KB 1909 S.p.A.; tipo di procedimento: autorizzazione unica regionale con conferenza di servizi.

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Gasdotti

L'amministrazione regionale è competente al rilascio delle autorizzazioni riguardanti i gasdotti di competenza regionale, ovvero non ricadenti nella rete nazionale.

Nel caso di opere ricadenti nelle previsioni di cui agli artt. 30 e 31 del D.Lgs. 164/2000, il gasdotto, possedendo i requisiti per ottenere la dichiarazione di pubblica utilità, è soggetto ad autorizzazione unica con le modalità previste dall'istituto della conferenza dei servizi, seguendo quanto previsto dal DPR 327/2001.

Fuori dai casi di cui agli artt. 30 e 31 del D.Lgs. 164/2000, l'amministrazione regionale tratta le domande di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera ai sensi dell’art. 67 della L.R. 14/2002.

Nel caso di richiesta di dichiarazione di pubblica utilità ai sensi della L.R. 14/2002, verrà operata una istruttoria relativa alla verifica dei requisiti di pubblica utilità dell’opera da sottoporre alla Giunta regionale.

Con decreto ministeriale 22 dicembre 2000 è stata individuata la rete di trasporto nazionale, successivamente aggiornata con DM 30 giugno 2004 e DM 4 agosto 2005. I tratti ricadenti nel Friuli Venezia Giulia sono riportati nella sezione dedicata alla documentazione.

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Oleodotti

Sul territorio regionale operano, in particolare, due Società che gestiscono reti di oleodotti: la SI.LO.NE. (Sistema Logistico Nord-Est) e la SIOT (Società Italiana per l'Oleodotto Transalpino).

La SI.LO.NE esercisce un sistema logistico destinato alla ricezione, allo stoccaggio e alla movimentazione di oli di petrolio grezzo e prodotti petroliferi finiti. Il citato sistema è costituito dal deposito costiero di oli minerali sito in Muggia (TS), della capacità complessiva di mc. 229.000 per lo stoccaggio di prodotti petroliferi finiti, e dal deposito di Visco (UD), della capacità complessiva di mc. 116.000. I suddetti impianti sono collegati per mezzo di 2 oleodotti da 10” ciascuno per il trasferimento di benzina e gasolio. Nell’anno 2004 sono stati trasferiti a Visco mc. 350.000 di benzina e mc. 460.000 di gasolio.

Tranne SI.LO.NE, deputato al trasporto di prodotto raffinato, gli oleodotti che insistono in regione, venuta meno una reale necessità - e capacità - di raffinazione localizzata, hanno come precipua funzione l’approvvigionamento di greggio per gli impianti oltralpini, soprattutto austriaci e tedeschi. Il meccanismo di approvvigionamento si basa sul passaggio portuale triestino e sul successivo trasporto via tubo dalla città giuliana agli impianti di raffinazione.

SIOT (Società Italiana per l'Oleodotto Transalpino) è proprietaria dell’oleodotto denominato Oleodotto Transalpino (TAL), che viene utilizzato per il trasporto di prodotti petroliferi grezzi verso le raffinerie dell'Austria e della Germania. L'olio grezzo arriva via mare tramite apposite navi cisterna che attraccano ai terminal di scarico situati nella baia di Muggia. Da qui i prodotti petroliferi vengono inviati presso il vicino deposito costiero ubicato nel comune di San Dorligo della Valle (TS) costituito da 32 serbatoi di capacità totale pari a 2.030.000 mc. L'oleodotto, partendo dal deposito costiero raggiunge il confine austriaco presso Timau (UD) snodandosi per complessivi 145 km attraversando tutta la regione. Nel corso dell'anno 2001 sono stati scaricati presso il terminal prodotti petroliferi per un totale di 35.852.000 tonnellate (corrispondenti a 431 navi nell'anno) inviate per mezzo dell'oleodotto in Austria e in Germania.

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Rigassificatori

Al fine di favorire la diversificazione delle fonti energetiche l'ipotesi di Piano territoriale regionale prevede la possibilità di insediare impianti di rigassificazione all'interno delle zone industriali programmatiche regionali e negli ambiti portuali.

Il territorio regionale è interessato oggi da due richieste di realizzazione di impianti di rigassificazione:

  • - proposta off shore di Endesa S.p.A. di un impianto localizzato nel golfo di Trieste ai limiti delle acque territoriali nazionali;
  • - proposta di Gas Natural S.p.A. di un impianto in località Zaule (provincia di Trieste) in ambito portuale a destinazione industriale.

Gli impianti sono attualmente sottoposti alla procedura di valutazione di impatto ambientale da parte del competente Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nell'ambito della procedura nazionale la Regione è chiamata a esprimere il proprio parere la cui istruttoria è in corso di definizione da parte del Servizio regionale per la valutazione dell'impatto ambientale.

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Lavorazione e stoccaggio di oli minerali

L'amministrazione regionale è competente al rilascio delle autorizzazioni relative all'installazione ed esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali con depositi di capacità superiore a 3000 mc o dotati di oleodotti.

Sono attività soggette a regime autorizzativo:

  • - l’installazione ed esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali;
  • - la dismissione degli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali;
  • - la variazione della capacità complessiva di lavorazione degli stabilimenti di oli minerali;
  • - la variazione di oltre il 30% della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di oli minerali.

Le modifiche degli stabilimenti di lavorazione o dei depositi di oli minerali non ricomprese nelle attività sopra elencate, nonché quelle relative agli oleodotti, sono liberamente effettuate dagli operatori, nel rispetto delle normative vigenti in materia ambientale, sanitaria, fiscale, di sicurezza, di prevenzione incendi e di demanio marittimo.

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