Bosco Farneto - Storia natura e sentieri del “Boschetto” di Trieste

Molti parchi urbani sono in Europa l’eredità di un passato nobiliare e di una lungimirante sensibilità pubblica. Trieste può vantare anche un bosco urbano, già noto in epoca medioevale con il nome di Farneto. Un grande bosco di circa 100 ettari che dal colle di Cattinara scende verso la città, fino al rione di San Giovanni. Gli autori del libro ripercorrono le fasi storiche più salienti di questo bosco, conosciuto anche come “Boschetto”, soffermandosi sugli aspetti geologici, floristici e faunistici. Quattro proposte di itinerari permettono la visita a tutto il parco che è stato completamente ristrutturato dal Comune di Trieste nel 2000.

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L’imboschimento del Carso

Dal 1842 è partita da Trieste una delle più grandi opere di ingegneria forestale europea: quel rimboschimento del Carso che nella sua complessità ha visto la piantagione di circa 200 milioni di alberi. Il volume propone alcune delle fotografie scattate dal Circovich agli inizi del 1900 nei boschi triestini. Le originali sono raccolte in un voluminoso album, conservato al Centro didattico, che veniva inviato alle esposizioni in cui si voleva illustrare i lavori eseguiti. Accompagnano le fotografie d’epoca una ripresa del luogo come si presenta oggi, alcune note storiche e il piano naturalistico-forestale seguito per la gestione odierna di questi boschi.

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DISPONIBILE SOLO LA VERSIONE IN LINGUA SLOVENA “Pogozdovanje Krasa”

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Il Bosco Igouza – Storia natura e sentieri

Negli archivi del Comune di Trieste il Bosco Igouza di Basovizza è conosciuto come il bosco comunale detto grande. Confinando con la tenuta imperiale di Lipizza il bosco limitò quei pascolamenti e quei tagli eccessivi che furono tra le cause del diradamento dei querceti triestini. Si tratta di un bosco misto di circa 100 ettari, per lo più pianeggiante, ma ricco di avvallamenti e di doline anche di notevoli profondità e dimensioni soggette all’inversione termica. Vengono proposti alcuni approfondimenti sulla storia, sulla vegetazione, sulla geologia e sulla fauna, proponendo alcuni itinerari tra cui il Sentiero Ressel, attrezzato per non vedenti.

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Camminaboschi.fvg. escursioni naturalistiche con il Corpo Forestale Regionale

Dal mare alle montagne: 10 escursioni per conoscere la grande varietà dei boschi naturali del Friuli Venezia Giulia. Si parte dal bosco Igouza sul Carso triestino per passare ai boschi mediterranei delle Falesie di Duino, alle farnie della Selva di Arvonchi di Muzzana, al bosco di rovere di Plessiva sul Collio, ai frassineti della Val Colvera, al Gran Bosco di faggio del Cansiglio, agli abeti della Foresta di Ampezzo, alla grandi pinete della Val Resia, ai lariceti delle Dolomiti friulane per concludere nelle mughete della conca di Fusine. I facili itinerari sono accompagnati da tutta una serie di informazioni utili a scoprire varie curiosità dei territori attraversati.

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Carso, appunti forestali

Il ricordo degli abbattitori, degli asciatori, dei carrettieri o in generale dei boscaioli e degli artigiani che lavoravano nei boschi circondanti Trieste va sbiadendo sempre di più. Gli autori recuperano i saperi di alcuni utilizzi forestali come il legname di pino nero richiesto dalle miniere, le carbonaie per la produzione del carbon vegetale o le resinazioni necessarie a recuperare la trementina e la colofonia. O ancora le fornaci da calce, le fasi lunari seguite da alcune comunelle per il taglio, l’introduzione dei nidi di formica rufa, la lotta contro la processionaria, le particelle sperimentali, alcuni alberi notevoli e tre itinerari escursionistici.

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Vivinatura

Con la collaborazione di Editoriale Scienza lo scopo divulgativo di questo libriccino è di illustrare e accostare il bambino ad una prima conoscenza degli ambienti naturali del Friuli Venezia Giulia. Testi e vignette attive ,da colorare e da completare con adesivi, intendono far capire piacevolmente l’importanza e la ricchezza di alcuni luoghi naturali segnalando, nello stesso tempo, dei corretti modi di fruizione. Esplorando le rive dei fiumi, camminando nei boschi o giocando sulle spiagge del mare i bambini incontrano piante e animali differenti che, con l’aiuto di un “grande”, bisognerà conoscere un po’ meglio.

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Una rete di protezione per la Natura

Sfruttando una mongolfiera particolare la pubblicazione per ragazzi propone con testi e illustrazioni i paesaggi naturali del Friuli Venezia Giulia prima dei grossi interventi eseguiti ad opera dell’uomo. Si parte dalla montagna e dai fiumi alpini per arrivare all’alta pianura e ai magredi, poi alle risorgive, alla bassa pianura e ai boschi planiziali e giungere alla laguna, alle spiagge e alle falesie della costa per concludere il volo sul Carso e le sue famose grotte. Una serie di schede didattiche favoriscono la comprensione della ricchissima biodiversità della complessiva rete regionale fatta di aree tutelate e di corridoi che ancora le collegano.

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Il Bosco Vignano

Le caratteristiche ambientali della valle del fiume Ospo a cavallo tra i comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle-Dolina si sono imposte all’attenzione del pubblico soprattutto per la presenza di alcuni laghetti artificiali minacciati da alcuni progetti di interramento mai effettuati. Il Bosco Vignano, soprastante l’area dei laghetti, è stato oggetto da diverse ricerche scientifiche e naturalistiche raccolte in questa pubblicazione assieme ai lavori prodotti dalle scuole di Muggia nell’ambito di uno specifico progetto. Alcuni itinerari invitano alla scoperta di questo bosco fresco e umido che si sviluppa sulle tipiche colline marnose-arenacee muggesane.

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Il bosco del paese

A fianco della Val Rosandra, sul monte Carso e sotto la cresta dell’altipiano di San Servolo, sfasciumi e pareti verticali si alternano a boschi che non riescono a mascherare delle vecchie cave e il torrione misterioso di un antico castello. Questi boschi, attraversati dal confine di stato, presentano una discreta sentieristica pedonale e racchiudono al loro interno preziosità storiche, sociali, culturali, botaniche e geologiche. La pubblicazione scritta a più mani da ricercatori italiani e sloveni vuole aprire questo piccolo-grande archivio della natura di cui abbiamo notizie scritte già dal 1423.

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IN VISIONE anche la versione in lingua slovena “Vaški gozd”

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Francesco Caldart. Forestale e fotografo nella Venezia Giulia degli anni’30

Il bellunese Francesco Caldart fu il comandante della Forestale nella provincia di Trieste dal 1933 al 1938. La sua famiglia ha donato ai forestali triestini l’archivio fotografico di oltre 400 fotografie in bianco e nero che Caldart scattò in quegli anni nelle varie località in cui era impegnato in attività istituzionali. Immagini di boschi, alberi, pascoli, animali e carbonaie tra Grado e Postumia che assieme a quelle di donne e di uomini impegnati nel loro duro lavoro trasmettono subito il senso di appartenenza a uno spazio condiviso. La pubblicazione raccoglie alcune di queste immagini, commentate nel loro aspetto storico e scientifico.

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Ricordo di Josef Ressel. Un forestale pioniere nel II centenario della sua nascita

Un contributo su Josef Ressel (1793-1857) che fu un intendente forestale della Marina asburgica e un geniale inventore boemo a Trieste dal 1821. Compì attenti studi sulla produzione dei legnami ad uso navale e sui boschi dell’Istria e del Carso. Progettò dei piani di rimboschimento che anticiparono la vasta opera di riforestazione carsica. Fu autore di geniali sperimentazioni in campo navale tra cui la propulsione mediante una vite di Archimede e la navigazione a vapore con l’e lica. Fu un uomo che precorse i suoi tempi nel campo sociale e tecnico, sempre sensibile alla situazione storico-economica delle classi più rurali.

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Spegni un fuoco … Riaccendi la vita !

 Una serie di vignette colorate e brevi testi invitano i bambini a comprendere allegramente il fenomeno degli incendi boschivi nel Friuli Venezia Giulia. Tutti devono essere partecipi alla tutela del territorio e il numero verde 800 500 300 della Protezione civile o il 115 dei Vigili del Fuoco devono essere tempestivamente chiamati per non ritardare le operazioni di spegnimento. Alcuni comportamenti da evitare si alternano a consigli operativi in caso si fosse sorpresi dal fuoco, sfatando anche alcune convinzioni casalinghe come quello di applicare olii sulle parti ustionate…m eglio acqua fresca e raggiungere subito il Pronto Soccorso !

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Il Sentiero Josef Ressel nel Bosco Igouza

Il dépliant illustra la visita sul Sentiero Ressel ideato dai forestali di Trieste e di Sežana nell’ambito dei progetti europei. Il tracciato si snoda per 4 km sui facili sentieri pianeggianti dei boschi Igouza e Lipizza che, passando il confine tra Italia e Slovenia, collegano il paese di Basovizza all’Equile di Lipizza. Lungo il percorso si incontrano una serie tabelle informative trilingui, alcune delle quali posizionate in zone attrezzate con panchine e corrimano. Alcune tabelle sono attrezzate con materiali tattili e con trasmettitori ad infrarosso per dare autonomia ai visitatori non vedenti.

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Paleopasseggiando lungo il Tropico del Carso. A Basovizza sulle tracce del Tempo

Il dépliant è dedicato al percorso che si snoda tra Basovizza e il monte Cocusso e fornisce informazioni geologico - paleontologiche illustrando eventi accaduti da circa 70 milioni a circa 50 milioni di anni fa. Si tratta di uno dei momenti più affascinanti e drammatici della storia geologica della Terra: il passaggio Cretacico/Terziario (K/T) che registra l’imponente crisi biologica mondiale di 65 milioni di anni fa. Il primo tratto del percorso Come un paleoecologo il visitatore potrà ricostruire con l’immaginazione gli scenari tropicali e subtropicali di un oceano scomparso (Tetide).

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Camminare con l’Uomo. A Basovizza tra gli ingegni degli Uomini e le alchimie della Natura

Il dépliant illustra la passeggiata di un’ora, adatta a tutti, che si snoda ad anello dal Centro didattico naturalistico di Basovizza lungo le stradine e i sentieri del paese. Illustra il lavoro fatto dagli uomini dalla trasformazione del vecchio vivaio forestale in Centro didattico, alla devozione popolare dei basovizzani attraverso le numerose edicole votive erette attorno al villaggio. Dall’evoluzione urbana del paese allo stretto rapporto dei suoi abitanti con l’a gricoltura. Dall’epopea dei rimboschimenti al ruolo di alcuni sperimentatori e ai progetti del futuro della macchina di luce “Elettra” dell’Area Science Park.

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(Ri)Destinazione: monte Spaccato. Tra antichi ricercatori di essenze e progettisti di futuro

Si tratta della rivisitazione di una delle prime passeggiate tra Basovizza e il Valico di monte Spaccato proposte agli inizi del ‘900 dalla Società Alpina delle Giulie. L’itinerario racconta le evoluzioni, i cambiamenti, i progetti e i vari utilizzi del territorio soffermandosi su alcuni dei suoi attori: i pastori e i contadini, le donne del latte e le operaie dei cantieri di rimboschimenti, i botanici e gli escursionisti, i primi speleologi e gli scienziati del terzo millennio, i forestali e i militari. Un itinerario caratterizzato da alcuni cippi di varie fatture che, nelle loro diverse lingue, parlano ancora di una Trieste plurale.

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Da Gropada al Bosco Igouza sul sentiero 3

Questo percorso collega, sul sentiero CAI 3, il paese di Gropada alla Strada per Sesana in prossimità del Bosco Igouza . Rappresenta pertanto un possibile collegamento all’escursionista che percorre il Sentiero Ressel. Il dépliant si sofferma sulla storia del paese sulla flora, sulla fauna e sulla geologia del comprensorio con un’illustrazione particolare di una delle cavità più spettacolari della zona: il “Pignaton di Gropada”. Si tratta di un esempio di dolina baratroide formatasi dal crollo del soffitto di un’ampia grotta. Raggiunge i 59 metri di profondità e può vantare una ricchezza vegetazionale grazie al fenomeno dell’inversione termica .

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Sui sentieri della penisola di Muggia

 Il sentiero proposto da questo dépliant ripercorre a cavallo del confine italo-sloveno tracce già esistenti di antichi cammini della penisola muggesana. Si parte dai Laghetti delle Noghere per raggiungere Rabuiese e le cave di arenaria di Santa Barbara. Si prosegue al Castelliere degli Elleri a Premanzano e a Cerei. Da Chiampore e dal colle di Muggia Vecchia, con l’abitato medievale, si scende verso Zindis, si oltrepassa l’ex Tenuta dell’arciduca Lodovico Salvatore D’A sburgo, per risalire alla pineta del Forte Olmi e poi ridiscendere al Lazzaretto e alla Baia di San Bartolomeo che conserva moli e peschiere romane sommerse.

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Il Sentiero Burgstaller Bidischini - Banne e la sua antica Tenuta

L’itinerario di 5 km collega alcuni sentieri già esistenti attorno al paese di Banne proponendo 15 punti informativi storici e naturalistici realizzati con la collaborazione del locale circolo culturale sloveno Grad. Il sentiero è intitolato a Giuseppe Burgstaller-Bidischini, importante uomo politico triestino, presidente della Commissione d’imboschimento del Carso e ultimo proprietario dell’antica Tenuta del paese. Dalla caserma dismessa di Banne si transita per il paese e si sale al “Passo di Banne” passando davanti all’ antica cisterna Badalučka, capace di contenere 70.000 litri di acqua potabile. Il “Passo” è ricordato agli inizi del ‘900 come uno dei più bei siti esistenti sul crinale carsico, famoso le vedute sul golfo e per le ricche fioriture primaverili. Sul sentiero CAI 18 si procede nell’ex Tenuta verso la “Strada delle lattaie” che collegava la Sella di Trebiciano alla città. Con alcune varianti si possono osservare il selciato delle vecchie strade di collegamento e una cava di pietra arenaria oramai dismessa. Dalla Sella di Trebiciano, lungo il sentiero CAI 1 verso il Monte Belvedere, si incrocia una trincea del secondo conflitto mondiale, uno stagno e si scende sulla landa carsica verso il punto di partenza.

 

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