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pareri in materia di codice regionale dell'edilizia

la raccolta strutturata dei pareri della Regione sulle disposizioni in materia edilizia
pareri in materia di codice dell'edilizia
03.03.2010
Disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente

Deroghe Piano Casa: interventi di ristrutturazione e ampliamento - questioni generali art. 58


Quesito

Diversi Comuni chiedono delucidazioni relativamente agli interventi disciplinati dall’articolo 58 della LR 19/2009, in particolare:

1) se le destinazioni d'uso previste dal primo comma possano essere modificate nell'arco dei 5 anni per "avvalersi" del piano casa;
2) se in caso di edifici con più destinazioni d'uso, il 35% sia calcolabile sull'intero edificio o solo sulla parte di esso con le destinazioni d'uso ammesse e se Il volume utile risultante dall'applicazione delle citata percentuale  deve avere la medesima destinazione dell'unità /edificio (in questo caso in proporzione) oggetto di ampliamento  oppure può avere una delle qualunque destinazioni rientrare tra quelle specificate nell'art.58 c.1 ovvero  anche destinazioni diverse purchè previste dallo strumento urbanistico generale;
3) se in attesa che entrino in vigore le definizioni dell'articolo 3, comma 1, il "volume utile" è quello disciplinato dallo strumento urbanistico e regolamento edilizio comunale vigente;
4) se il raggio di 1000 m previsto dal secondo comma può valere anche per la fattispecie disciplinata dal terzo comma.
5) se il volume utile in ampliamento, qualora costituisca unità immobiliare aggiuntiva,  deve avere la medesima destinazione dell'unità /edificio (in questo caso in proporzione) oggetto di ampliamento  oppure può avere una delle qualunque destinazioni rientrare tra quelle specificate nel comma 1 ovvero  anche destinazioni diverse purchè previste dallo strumento urbanistico generale;
6) se i 200 mc previsti dal terzo comma debbano intendersi per unità immobiliare o per edificio;
7) se le "zone urbanisticamente compatibili" debbano essere individuate dal Comune con apposita deliberazione consiliare;
8) se l’articolo 58 può trovare applicazione anche con riferimento ad interventi di ristrutturazione edilizia già in corso alla data di entrata in vigore della legge;



Parere

Con riferimento al quesito sub 1) si rileva che l’articolo 58 prevede, al pari dell’articolo 57, il requisito dell’esistenza dell’edificio, unità immobiliare o di parte degli stessi oggetto di intervento alla data di entrata in vigore del Capo VII, conseguentemente l’edificio, l’unità immobiliare o loro parti dovranno essere ultimati almeno al grezzo alla data del 19 novembre 2009.

Il comma 1 dell’art. 58 precisa ulteriormente (rispetto alla norma generale citata) che gli interventi di ristrutturazione e ampliamento ammessi devono aver oggetto immobili a destinazione in tutto o in parte residenziale, alberghiera e ricettivo-complementare o direzionale. Si ritiene pertanto ammissibile l’applicazione della disposizione anche in caso di intercorsa modifica di destinazione d’uso dell’immobile esistente, purchè l’intervento richiesto abbia ad oggetto le destinazioni previste dalla legge.  

Con riferimento al quesito sub 2), la quota percentuale di ampliamento ammissibile dovrà essere calcolata solo sulla parte di edificio avente le destinazioni d'uso ammesse, non potendo applicare la norma a destinazioni d’uso diverse da quelle individuate (salvo, in tali casi, l’applicabilità dell’art. 58, comma 3, che non prevede limitazioni di destinazioni d’uso); parimenti anche la parte di immobile derivante dall’ampliamento di cui ai commi 1 e 2 dovrà avere una delle destinazioni d’uso ammesse dalla medesima disposizione di legge.

Con riferimento al quesito sub 3), si conferma che, ai sensi dell’articolo 61, comma 2, le definizioni dei parametri edilizi contenute nell’articolo 3, comma 1, e le definizioni delle destinazioni d’uso degli immobili di cui all’articolo 5, trovano applicazione all’atto dell’a pprovazione della variante generale allo strumento urbanistico generale comunale o all’atto dell’a pprovazione della deliberazione del Consiglio comunale di cui all’articolo 29, successiva al 18 dicembre 2009 ovvero, in assenza di tali atti, decorsi tre anni dall’entrata in vigore (18 dicembre 2012). Conseguentemente anche per le misure straordinarie disciplinate dal Capo VII, nelle more dell’adeguamento citato, trovano applicazione le definizioni contenute nello strumento urbanistico e regolamento edilizio comunale vigente.

Con riferimento al quesito sub 4), si rileva che il comma 3 non prevede alcuna norma specifica relativa al reperimento degli standard e quindi dovranno applicarsi le regole generali. Si segnala comunque che, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lett. c), sussiste la possibilità di asservire un’area, quale pertinenza urbanistica di altra area, alle seguenti condizioni: l’area -qualora non adiacente- risulti suscettibile di collegamento di destinazione compatibile e durevole e la distanza non superi i 1.000 metri.

Con riferimento al quesito sub 5), la norma nulla dispone al riguardo quindi, con riferimento agli interventi di ristrutturazione e ampliamento di cui ai commi 1 e 2 si ritiene possibile assentire l’ampliamento con creazione di unità immobiliari aggiuntive, aventi destinazione d’uso tra quelle individuate nel comma 1. Diverso invece è il caso degli ampliamenti previsti dal comma 3, in cui non vi sono limitazioni alle destinazioni d’uso ammesse o alle zone territoriali e quindi, nei casi in cui tali ampliamenti possono comportare l’aumento delle unità immobiliari (perché espressamente previsto dallo strumento urbanistico, cfr. comma 3 lett. d), la destinazione delle unità immobiliari aggiuntive potrà essere individuate tra tutte le destinazioni ammesse dallo strumento urbanistico vigente. 

Con riferimento al quesito sub 6), il terzo comma si riferisce alternativamente ad edifici o unità immobiliari, pertanto in caso di edifici plurifamiliari il limite volumetrico risulta applicabile alle singole unità che compongono l’edificio.

Con riferimento al quesito sub 7), il comma 2 lett. b) prevede la possibilità di reperire gli standard derivanti dall’ampliamento in "zone urbanisticamente compatibili" la cui determinazione compete all’Ufficio tecnico comunale secondo le linee di indirizzo contenute negli strumenti urbanistici, regolamenti edilizi o altri atti di indirizzo autonomamente assunti in forza dell’ordinamento comunale.

Con riferimento al quesito sub 8), non si ravvisano limitazioni ad eseguire le misure straordinarie disciplinate dal Capo VII in caso di interventi in corso, purchè l’immobile o parte di esso interessato dall’intervento risulti ultimato almeno al grezzo al 19 novembre 2009 e venga presentata istanza di variante al permesso di costruire ai sensi dell’art. 61, comma 3.