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La Regione a Bruxelles

Wed Feb 07 08:00:00 CET 2018

Lanciato bando per azioni pilota transfrontaliere per risolvere criticità nelle frontiere interne dell'UE

Bruxelles, 07 febbraio 2017 - Fino al 30 aprile 2018 sarà possibile presentare domanda di contributo per il sostegno di azioni pilota dirette ad affrontare gli ostacoli e le difficoltà alle frontiere interne terrestri dell'Unione Europea.

Lanciata - dalla Commissione europea DG REGIO, in collaborazione con le Comunità di lavoro delle regioni europee di Confine (Association of European Border Regions - AEBR) -, questa nuova opportunità di cooperazione transfrontaliera si inserisce nell'insieme delle iniziative lanciate dalla Commissione europea per far sì che molti degli ostacoli legali e amministrativi che limitano una cooperazione transfrontaliera efficace vengano rimossi. Di fatto, gli ostacoli legali e amministrativi costituiscono un freno al mercato interno, oltre che all’integrazione europea: si considera che le regioni di confine potrebbero diventare mediamente più ricche dell'8% se gli ostacoli legali e amministrativi venissero rimossi e potrebbero essere creati migliaia di posti di lavoro. Inoltre, essendo un pilastro dell’i ntegrazione europea, l’integrazione nei territori di confine è diventata un obiettivo politico prioritario a livello dell’Unione Europea.

Seguendo le linee guida elaborate nella Comunicazione della Commissione “Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell’UE” del 20 settembre 2017, la DG REGIO sta infatti lavorando alla creazione di un nuovo regolamento che consentirà di semplificare la disciplina attualmente in vigore: gli attori nazionali, regionali e locali prenderanno parte al processo decisionale europeo in maniera più efficace, individuando proposte per superare gli ostacoli che devono affrontare le imprese e i cittadini delle regioni di frontiera quando interagiscono al di fuori dei propri confini nazionali. Infatti, non solo questi ostacoli sono dannosi per l’economia, poiché frenano la crescita e hanno effetti negativi sull’occupazione, ma rappresentano anche un ostacolo al processo di integrazione europea.

I progetti dovranno essere concepiti e realizzati coinvolgendo il massimo numero di attori interessati del territorio e le azioni pilota dovranno essere orientate a risultati concreti trasferibili anche ad altri contesti.

Le 5 aree tematiche specifiche sono: occupazione, sanità, trasporti, multilinguismo, cooperazione istituzionale. I progetti esploreranno una soluzione specifica a un problema determinato nell'ambito di una delle aree tematiche proposte, anche se nel modulo di domanda i candidati avranno la possibilità di descrivere gli effetti del progetto su altri settori. I progetti saranno attuati per un periodo massimo di 15 mesi; alla fine del progetto la Comunità di lavoro delle regioni europee di Confine raccoglierà i risultati delle azioni pilota e i servizi della Commissione elaboreranno una relazione. I progetti saranno attuati per un periodo massimo di 15 mesi e, per ogni progetto, è previsto un finanziamento massimo di 20.000,00 euro/progetto, fino alla concorrenza del budget totale messo a disposizione (400.000,00 €).

Le spese eleggibili al contributo sono le seguenti: (I) viaggio, alloggio e indennità giornaliere; (II) appalti di servizi e consulenze esterni; costi indiretti fino ad un massimo del 7% dei costi diretti.
Le spese sostenute dai partner non appartenenti all' UE (i Paesi limitrofi membri dell’A ssociazione europea di libero scambio) - e relative ai medesimi - non sono finanziabili, neanche se sostenute da uno dei partner dell' UE. Nemmeno le spese relative alle retribuzioni e ai relativi costi del personale sono coperte dal contributo. Le azioni nell’ambito del progetto non possono essere finanziate contemporaneamente da altre fonti provenienti dal bilancio dell'UE.

Possono presentare le proposte progettuali gli enti pubblici nazionali, regionali e locali e le entità transfrontaliere come ad esempio i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), le Euroregioni, gli Eurodistretti o le Eurocittà. Anche le entità affiliate di altra natura possono essere incluse nei consorzi, ma solo se è possibile dimostrare che sono direttamente coinvolte nell' ostacolo alla cooperazione transfrontaliera identificato e che il loro impegno è essenziale per il progetto. Gli enti pubblici candidati dovranno coinvolgere un co-candidato il cui territorio si trovi dall’altro lato della frontiera. Infatti, ogni azione pilota proposta dev’e ssere presentata da almeno 2 candidati (un “richiedente principale” e un “co-candidato”).