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La Regione a Bruxelles

Wed Jan 11 10:00:00 CET 2017

Incontro con la BEI sull'assistenza esterna: il punto su lending e blending

Bruxelles, 11 gennaio 2017 - Si è tenuto oggi presso la sede belga della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) l'evento di presentazione delle attività da questa svolte in favore dei Paesi extra UE:  in particolar, gli interventi  on the spot da parte dei colleghi da Kiev, Nairobi e Tunisi hanno apportato all'incontro quel valore aggiunto che ci si attendeva.

Oltre cento sono stati i partecipanti, accorsi da diversi Paesi UE e non, i quali hanno posto delle domande inerenti l'istituzione, le modalità di attuazione dei programmi d'intervento e gli ammontari che si ricollegano al sostegno offerto dalla Banca al settore non solo infrastrutturale, ma anche imprenditoriale (oltre il 50% dei fondi stanziati viene in genere allocato in favore di PMI a titolo di destinatari finali).

Nel corso dell'incontro, sono emersi in particolare gli interventi del Vice Direttore del Servizio Esteriore (EEAS), Christian Leffler, il quale ha brevemente richiamato l'estensione della definizione della sicurezza cui si impronta la strategia d'intervento esterno dell'UE, ed al fatto che i cd. SDG (Sustainable Development Goals) da raggiungersi in un orizzonte 2030 devono tenere necessariamente conto delle diverse emergenze recentemente emerse, in primo luogo legate agli enormi fenomeni migratori ai quali non solo l'UE è confrontata, ma che affettano in maniera particolare anche i Paesi sottosviluppati (Under Developped Countries - UDC) (di fatto, secondo le statistiche, si registrano percentuali di passaggio da UDC a UDC pari all'80% del fenomeno migratorio complessivo, per esempio si è richiamato il caso delle migrazioni da Kenya a Somalia). Il funzionario ha poi richiamato il concetto di diplomazia economica (ECONOMIC DIPLOMACY) non direttamente collegata all'export, bensì come strategia coerente di capitalizzazione dei vantaggi competitivi raggiunti in chiave diplomatica per conseguire risultati positivi nel lungo termine a beneficio dell'intera UE.

Sotto il profilo economico-finanziario, sono stati poi richiamati da parte della Vice Direttrice del settore Operazioni della BEI, Maria Shaw-Barragan, i concetti che si ricollegano alle diminuzioni degli stanziamenti della BEI nei confronti di alcuni Stati (in particolare Ucraina) ed alcune regioni (America Latina e Asia), ma ha al contempo presentato anche qualche success story, rispettivamente con riferimento all'esperienza tunisina (programmi di ricostruzione infrastrutturale in favore dell'edilizia scolastica). Con riferimento a quest'ultimo esempio, si è spiegato nel dettaglio il business model che sta alla base della best practice, che ha consentito nello specifico un'erogazione di un prestito pari al 40% del valore complessivo dell'investimento in edilizia scolastica con intervento della BEI (rating: A+++) nei confronti di un Paese come la Tunisia valutato B++.

A conti fatti, si sono richiamati i dati del 2015 che hanno registrato l'erogazione di prestiti (anche nella forma mista del contributo + prestito cd. blending )  non solo in favore del settore infrastrutturale, ma con allocazioni consistenti (quasi il 50%) in favore delle PMI (80 miliardi di €, dei quali il 10&=8 miliardi di € in favore di PMI localizzate al di fuori dei confini dell'UE).