Le finalità

Rafforzare le filiere agroalimentari e le produzioni tipiche e biologiche. Sostenere il settore primario con azioni che contrastino il frazionamento e l’abbandono dei terreni, favorendo il ricambio generazionale e la diversificazione produttiva. Supportare le funzioni secondarie dell’agricoltura (presidio del territorio, gestione e sicurezza dell’ambiente) soprattutto nelle zone montane.

Le azioni strategiche

Note illustrative dell’attuale fase di monitoraggio delle azioni del Piano

Nell’attuale fase di consuntivazione sono stati rendicontati gli interventi relativi agli anni 2014, 2015, 2016 e 2017, ovvero gli interventi già avviati che si concluderanno in annualità successive. La data di riferimento dell’ultimo monitoraggio è il 31 dicembre 2017. Nel caso di azione comprendente più interventi, il commento relativo all’azione è il risultato della sintesi degli interventi che la compongono. Per ogni azione viene indicato sinteticamente lo stato di realizzazione corredato da brevi note esplicative. Le singole azioni strategiche vengono presentate con i tradizionali cruscotti direzionali secondo le seguenti modalità:
- nel caso di azione i cui interventi sono stati ultimati ovvero sono in avanzata fase di realizzazione, la lancetta del cruscotto direzionale è posizionata sulla parte verde;
- nel caso di azione in corso di svolgimento senza ritardi o criticità, la lancetta del cruscotto direzionale è posizionata sulla parte gialla;
- nel caso di azione in ritardo o che riscontra particolari criticità, la lancetta del cruscotto direzionale è posizionata sulla parte rossa;
- l’azione che verrà avviata in annualità successive o in fase di avviamento per motivi di tempistica è colorata di grigio. Sono altresì grigie le azioni che sono state riprogrammate (ossia gli interventi che le componevano sono stati spostati in altre azione oppure non verranno svolti per cambiamenti esterni all'Amministrazione regionale: cambiamenti normativi, modifiche delle strategie politiche, attività delegate ad altro Ente, ecc.) o di cui è stata già richiesta la riprogrammazione.
 

 

azione note stato
 Razionalizzare i consorzi di bonifica Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
 Favorire il ricambio generazionale nelle imprese agricole con il mantenimento integro della proprietà Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
 Rafforzare la tipicità dei prodotti agricoli e agro-alimentari regionali Azione completata completata
 Rafforzare le filiere agricole e agro-alimentari regionali Azione in fase di ultimazione in fase di ultimazione
 Incrementare la diversificazione delle aziende agricole Azione completata completata
 Sostenere l’agricoltura di montagna Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
 Fornire un forte supporto all’agricoltura biologica Azione completata completata
 Riorganizzare gli enti che si occupano di agricoltura (ERSA, CRITA) Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
 Attuare il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 Azione completata completata
 Applicare la nuova normativa per l’utilizzo sostenibile dei pesticidi Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
Rafforzare il settore vitivinicolo regionale Azione completata completata
Rafforzamento della presenza e del ruolo regionale a livello nazionale Azione realizzata nei precedenti anni della legislatura completata
Miglioramento dell’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura Azione completata completata

 

Strutture organizzative interessate

Il contesto

Sul lungo termine si è registrata la tendenza, comune a tutte le regioni d’Italia, ad una progressiva concentrazione dell’attività agricola su operatori meno numerosi ma di maggiori dimensioni e forza produttiva. Le 20.176 aziende agricole rilevate al 2013 operano su una superficie utilizzata pari a 213 mila ettari (ha), ed hanno pertanto una dimensione media di 10,5 ha, superiore ai 9,6 ha rilevati nel 2010 e al dato italiano (8,4 ha). Tali valori sono inferiori rispetto alla media europea pari a circa 14 ha. Al contrario, le 2.769 aziende con allevamenti contate nel 2013 hanno dimensioni e redditività superiori alla media europea, in particolare per quanto riguarda pollame e suini. Le coltivazioni sono concentrate su poche tipologie: il mais e la soia tra i seminativi e la vite tra le legnose agrarie. L’agricoltura biologica conta in Friuli Venezia Giulia 854 operatori (produttori, preparatori e importatori) nel 2016, dato in crescita del 60% rispetto al 2015. La superficie dedicata è in forte aumento attestandosi a 14 mila ettari, di cui oltre 9 mila destinati a prati, pascoli e terreni a riposo, 1.033 a vite, 1.520 a cereali e altri 2.168 a colture foraggere. Le aziende con superfici biologiche sono mediamente più grandi di quelle tradizionali (superficie media di quasi 20 ettari contro 10 ettari delle aziende nel complesso). Nel 2015 le 6 produzioni certificate Dop o Igp (Montasio, Prosciutto di San Daniele, Prosciutto di Sauris, Salamini alla cacciatora, Olio Tergeste e Brovada) coinvolgono 857 operatori tra produttori o trasformatori.
Il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca, pari a 557 milioni di euro al 2016, risulta in aumento del 1,7% sul 2015. Dati della bilancia commerciale mostrano che generalmente il Friuli Venezia Giulia importa prodotti grezzi del settore primario per esportarli trasformati dall’industria alimentare e accresciuti di valore. È questo per esempio il caso dei prodotti da forno e farinacei, degli altri prodotti alimentari (in particolare caffè) e bevande, soprattutto vino, che da solo vale oltre 110 milioni di euro all’export e registra un +9% rispetto al 2015. Nel primo semestre del 2017 si registra un ulteriore aumento dell’export del vino pari al 5,3% sullo stesso periodo del 2016.