la Regione dalla A alla Z Chiudi

Il Friuli Venezia Giulia per Pasolini

Fri Dec 18 08:39:00 CET 2015

Più moderno di ogni moderno

Mostra fotografica con foto inedite di Deborah Beer e registrazioni inedite audio e video di Gideon Bachmann dell'archivio di Cinemazero e con i materiali dell'Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna
 

18 dicembre 2015 – 28 marzo 2016

Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
 

 

Una mostra scomoda quanto il film maledetto di Pier Paolo Pasolini, che del suo autore porta alla luce per la prima volta immagini e ri- prese MAI VISTE: le eccezionali registrazioni di Gideon Bachmann e le foto della fotografa ufficiale sul set, Deborah Beer.
Degli oltre 6000 scatti che Deborah Beer ha fatto e che Cinemazero conserva, ne sono stati selezionati 150 (in bianco e nero e a colori) per ricostruire la lucidità e profondità del pensiero di Pasolini alla base di questo film, la sua attualità e le caratteristiche che lo differenziano dal resto della sua produzione.
Le fotografie documentano l'intero iter del film: le immagini del dietro le quinte delle riprese intessono un fitto dialogo con le parole di intellettuali di primo piano del periodo - sull’opera e sul suo autore - rendendo questa mostra non solo una prima mondiale, ma una proposta culturale di rigore e approfondimento inediti. I contributi estratti dalla sceneggiatura originale con le note scritte a mano, gli appunti che Bachmann segnò sul suo fedele diario durante le riprese, i testi fondamentali di analisi del film, sia di Pasolini stesso che di altri studiosi, oltre alla sua possente voce interrogata e registrata da Bachmann vanno a costruire un viaggio nei gironi infernali del film e nel pensiero del regista, esplicitando il complesso, radicale e tremendamente attuale senso della sua critica alla società dei consumi, svelando quel mistero che Pasolini stesso dichiarava avvolgere questo film.
Il percorso della mostra è arricchito con immagini e documenti che mostrano i riferimenti sotterranei, le matrici del film, gli spunti letterari e figurativi, da Sade a Klossowoski, dai documenti sulle torture nelle dittature sudamericane che Pasolini si fece tradurre per la lavorazione del film alla biografia di Gilles de Rais, che il poeta regista dimostrava di ben conoscere...
Inoltre, troverà spazio un approfondimento sulla “geografia immaginaria” del film, che non si svolge a Salò e a Marzabotto, ma che in realtà è stato girato (oltre che a Bologna e dintorni) soprattutto nel mantovano e a Cinecittà. Non ultima, una sezione verrà dedicata ai riferimenti iconografici, in particolare concretizzantesi nei falsi quadri delle avanguardie, che Pasolini fece dipingere al grande scenografo Dante Ferretti e alla sua bottega.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo in cui tutte le 150 fotografie sono riprodotte e che comprende le trascrizioni – finora inedite – di conversazioni con Pasolini, articoli di critica del tempo, informazioni sul film e il diario di Gideon Bachmann sul set: tasselli raccolti per catturare il modo in cui Pasolini creava il suo capolavoro.
Un’esperienza unica per essere dentro e intorno al set “con” Pier Paolo Pasolini, vederlo lavorare, sentirlo parlare, dirigere, scherzare... Un viaggio tra le sue idee e il suo modo di concepire il potere: un profeta della modernità, di eterna attualità per comprendere tuttora il comportamento di molti governi. Un’occasione
unica per ripercorrere la lavorazione di un film come “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, discusso e tormentato dalla censura sin dalla sua uscita nelle sale.