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Il Friuli Venezia Giulia per Pasolini

Tue Nov 24 08:48:00 CET 2015

Porcile

di Pier Paolo Pasolini
regia di Valerio Binasco
con Valentina Banci, Francesco Borchi, Fulvio Cauteruccio, Pietro d’Elia, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Franco Ravera

scene di Lorenzo Banci
costumi di Sandra Cardini
luci di Roberto Innocenti
musiche di Arturo Annecchino
coproduzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2 Mondi

 

dal 24 al 29 novembre
Trieste, Politeama Rossetti - Sala Assicurazioni Generali

 

Nel quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, il suo pensiero, la sua drammaturgia, la sua poesia rimangono una luce presaga e capace di illuminare potentemente le nostre menti: è sembrato dunque naturale e necessario dedicare al grande intellettuale di origini friulane un momento di riflessione. Diverse saranno le iniziative dedicate alla sua figura, culminanti nella riproposta di Una giovinezza enormemente giovane con Roberto Herlitzka e soprattutto nella presentazione di Porcile, nuova produzione del Teatro Metastasio di Prato e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Nella produzione teatrale pasoliniana, si è guardato proprio a Porcile affidandone la regia a Valerio Binasco, uno dei registi italiani di maggior successo: una scelta felice a giudicare dagli applausi raccolti al debutto, lo scorso giugno al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Porcile è un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966 e nel 1969 ha trasposto nel film omonimo per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di sé stessi dal mondo cannibale.
«In Porcile – scrive Valerio Binasco – la trama si sviluppa nella Germania del dopo nazismo, nel momento in cui la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce. Julian, figlio «né ubbidiente né disubbidiente» di una coppia della borghesia tedesca, trova nel porcile paterno un amore ‘diverso’ e ‘non naturale’ che, tuttavia, lui riconosce come scintilla di «vita pura». La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella società coeva, e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto. Porcile non fa prigionieri. Condanna tutti, dal primo all’ultimo. Non c’è redenzione, non c’è possibilità di salvezza in questo mondo soggiogato in modo, oramai, antropologico. Non c’è speranza in questo porcile dove tutti mangiano tutto, dove il solo deve essere il tutto».
Valerio Binasco, attore e regista, si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Mentre ne è ancora allievo, inizia la propria attività di insegnamento, che lo porta nelle scuole più importanti d’Italia. Dal 2006 al 2007 è stato Direttore del Teatro Stabile delle Marche, dal 2012 è Direttore artistico del Teatro di Novi Ligure. Nello stesso anno fonda la Popular Shakespeare Kompany, una compagnia che si autoproduce e che ha dato con enorme successo di pubblico La tempesta (2012), Il mercante di Venezia (2013), Il bugiardo (2014).
Come attore, oltre alla collaborazione decennale con la compagnia di Carlo Cecchi, ha recitato in spettacoli di Shakespeare, Beckett, Gogol’, Pinter. Ha firmato dal 2005 a oggi più di 20 regie, fra cui Bar, Cara Professoressa, La chiusa, Romeo e Giulietta (Premio Ubu). Ha lavorato anche al cinema con Guido Chiesa, Cristina Comencini, Fausto Paravidino, Gianluca Tavarelli, Ferzan Ozpetek, Mario Martone, Alina Marazzi e Claudio Cupellini.