Figura totalmente inafferrabile, resistente ad ogni forma di cliché, Pier Paolo Pasolini, di cui quest'anno ricorre il 40° anniversario della scomparsa, resta nel tempo un artista impeccabile, impossibile da incasellare nelle categorie del ‘900 e tutt’oggi modernissimo. Pasolini ha attraversato e percorso i sentieri di tutte le forme artistiche: poesia, cinema, letteratura, teatro, musica, fotografia, arte e ha prodotto documenti che resteranno per sempre come fondamenti della cultura italiana.

 

Per ricordarlo la Regione Friuli Venezia Giulia propone una serie di eventi che partono dalla sua terra materna - il Friuli - sede del Centro Studi Pasolini di Casarsa, e si dipanano in un percorso che tocca Udine, Pordenone e Trieste. Eventi inseriti nelle commemorazioni nazionali del 40° di Pier Paolo Pasolini dalla Commissione presieduta da Dacia Maraini, della quale sono stati invitati a far parte la direttrice del Centro Studi di Casarsa e l’Assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia.

 

I soggetti coinvolti nel programma propongono una serie di qualificati eventi tra i quali ne segnaliamo per brevità solo alcuni di spicco.
Il 31 ottobre il Centro Pasolini di Casarsa, custode della memoria, propone un convegno internazionale per analizzare il successo di Pasolini nel mondo. Il CSS di Udine presenta un progetto fittissimo e parte il 1° novembre in contemporanea con due spettacoli, “Non c’è acqua più fresca” con Battiston e Sidoti e “Fuga Pasolini” di Virgilio Sieni. Il Teatro Rossetti di Trieste dedica una settimana intera, dal 23 al 29 novembre, a diversi eventi rimettendo in scena “Porcile” con la regia di Binasco. Il Teatro Verdi di Pordenone propone il 2 novembre un omaggio musicale con un brano di Azio Corghi in prima mondiale e testi di Pasolini per voce recitante. Cinemazero di Pordenone ha messo a punto pubblicazioni, mostre fotografiche, videoinstallazioni e rassegne cinematografiche.
 

 

L’obiettivo di questo esteso calendario di manifestazioni non è quello di rappresentare Pasolini nella sua totalità, sarebbe impossibile, ma di dar voce al suo mondo, composto da due facce, il pubblico e il privato, la poesia ma anche la critica serrata nei confronti della classe dirigente. Pasolini è stato una figura scomoda, certamente non “esemplare”, ma un artista che il mondo ci invidia perchè nei suoi testi e nel suo intero lavoro si è sempre manifestata sia la pietà verso i disagiati sia l’asprezza dell’intellettuale lucido e affilato nei confronti del potere.
 

 

Gianni Torrenti
Assessore regionale alla cultura, sport e solidarietà