Una grande rassegna di opere d'arte sulla Grande Guerra: quadri, sculture, disegni, incisioni, documenti, testi letterari e scritture anonime. Opere di Dix, Grosz, Kollwitz, Leger, Sironi, Balla, Sartorio, Brass, Levis, Lugli, Salvarani, Quarenghi, Depero, Scalarini, Helios Gagliardo, Guala, Mura.

Trieste, Magazzino delle Idee
30 novembre 2014 - 28 febbraio 2015 

 

A cura della Fondazione Museo Storico del Trentino in collaborazione con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento, la Provincia di Trieste. Organizzazione: Cooperativa sociale Onlus La Collina di Trieste.

Risultato di una ricerca e di una rappresentazione fuori da ogni retorica, la mostra "L'Europa in guerra. Tracce del secolo breve" ordinata da Piero Del Giudice, attraverso linguaggi visivi molteplici, mette in scena tragedie e lutti della guerra, movimenti e singole persone che alla guerra si oppongono, soldati e anche ufficiali che alla morte si ribellano, sovversioni e diserzioni, la sopravvivenza nelle trincee, le sterminate distese di morti.

Questa mostra ragiona su:
- le cause e gli interessi che hanno scatenato il conflitto;
- le condizioni di assoggettamento di contadini e operai morti a milioni nella prima guerra mondiale;
- le ribellioni: quella grande e riuscita in Russia con la rivoluzione bolscevica, quella fallita nel gennaio 1919 del sollevamento spartachista;
- i tentativi di rivolta individuali, evidenti soprattutto nell'ampia scelta di "lettere censurate" di soldati e famiglie di soldati o ufficiali, reperite nel fondo dell'Archivio Centrale di Stato a tutt'oggi inedite, esposte nella mostra e riprodotte nel catalogo.

Il saggio che apre l'enorme e documentato catalogo che accompagna la mostra (circa 1.000 pagine con oltre 50 contributi, edito dalle edizioni "e" di Trieste) si intitola "La guerra fordista. La morte in trincea come copia luttuosa, analogia e fatale parallelo del lavoro di fabbrica e delle campagne nell'età taylorista".

Dix, Grosz, Kollwitz, Leger, Sironi, Balla, Sartorio, Brass, Levis, Lugli, Salvarani, Quarenghi fino a Depero, Scalarini, Helios Gagliardo, Guala, Mura e decine di altre presenze artistiche indagano lo "shock" che questa guerra determina nell'arte accademica e "alta".

Si apre, con questa mostra, un drammatico capitolo di "arte di guerra" e si tenta un'indagine sulle arti "basse" - di artigiani, contadini e operai di trincea - alzando sulle pareti vicino ai grandi artisti presenti, opere popolari.