Domanda

Quali sono le modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria?

Risposta condivisa con le OOSS

L’art. 9 del CCRL del CCRL 15.10.2018 ha introdotto la possibilità di fruire il congedo parentale sia su base giornaliera che su base oraria “in misura fino alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga del mese immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale”.
Il comma 1 dell’art. suddetto ha inoltre specificato che, “nel caso di fruizione oraria, la trasformazione del congedo parentale giornaliero su base oraria avviene in base al rapporto tra il dovuto settimanale e il numero di giornate lavorative” (cioè pari a 7 ore e 12 minuti risultanti dal rapporto tra 36 ore settimanali e 5 giorni lavorativi).
Previa informazione sindacale, la Regione Friuli Venezia Giulia ha inteso regolamentare tale istituto prevedendo che, ferma restando la possibilità di fruire di mezza giornata come previsto dall’articolo 32, comma 1 ter, del D. Lgs. n. 151/2001, il congedo parentale dovrà esser usufruito a ore intere.
Pertanto, a seconda del rapporto di lavoro in essere (a tempo pieno o a tempo parziale), sono state definite le seguenti modalità di utilizzo ad ore:
- il dipendente titolare di un rapporto di lavoro a tempo pieno potrà fruire del congedo in misura pari a 1, 2, 3 ore oppure 3 ore e 36 minuti;
- il dipendente titolare di un rapporto di lavoro a tempo parziale con un orario settimanale di 30 ore potrà fruire del congedo in misura pari a 1, 2 ore oppure 3 ore;
- il dipendente titolare di un rapporto di lavoro a tempo parziale (orizzontale o verticale) con un orario settimanale di 24 ore potrà fruire del congedo in misura pari a 1, 2 ore oppure 2 ore e 24 minuti;
- il dipendente titolare di un rapporto di lavoro a tempo parziale (orizzontale o verticale) con un orario settimanale di 18 ore potrà fruire del congedo in misura pari a 1 ora oppure 1 ora e 48 minuti.
Si ritiene che le Amministrazioni appartenenti al Comparto unico regionale in cui, rispetto a quelli sopra descritti, sono presenti rapporti di lavoro a tempo parziale con diversi monte orari settimanali, possono regolamentare tale istituto applicando all’effettiva casistica il medesimo criterio di proporzionalità.

Domanda

In caso di assenze per malattia per gravi patologie che richiedono terapie salvavita, quali sono i limiti massimi di esclusione dal computo delle assenze per malattia?

Risposta condivisa con le OOSS

L’art. 11, comma 1 del CCRL 15.10.2018 ha previsto che “in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre assimilabili, come ad esempio l’emodialisi o la chemioterapia, attestate secondo le modalità di cui al comma 2, sono esclusi dal computo delle assenze per malattia, ai fini della maturazione del periodo di comporto, i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day – hospital, nonché i giorni di assenza dovuti all’effettuazione delle citate terapie. In tali giornate il dipendente ha diritto all’intera retribuzione”
Il successivo comma 3 ha ulteriormente stabilito che “Rientrano nella disciplina del comma 1, anche i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali delle citate terapie, comportanti incapacità lavorativa per un periodo massimo di quattro mesi per ciascun anno solare.”
I giorni di assenza effettuati per i casi previsti dal comma 1 sono quindi esclusi dal computo delle assenze per malattia ai fini della maturazione del periodo di comporto mentre il periodo massimo di quattro mesi per ciascun anno solare è riferibile esclusivamente alle assenze dovute agli effetti collaterali delle terapie effettuate.

Domanda

L’articolo 26 del CCRL 15.10.2018 ha introdotto l’indennità di servizio esterno per il personale della Polizia locale: come deve essere individuato il personale avente diritto?

Risposta

Il comma 1 dell’articolo 26 del CCRL 15.10.2018 prevede che “Al personale che, in via continuativa, rende la prestazione lavorativa ordinaria giornaliera in servizi esterni di vigilanza, compete una indennità giornaliera, il cui importo è determinato entro i seguenti valori minimi e massimi giornalieri: Euro 1,00 - Euro 10,00” e il successivo comma 2 specifica che “L’indennità di cui al comma 1 è commisurata alle giornate di effettivo svolgimento del servizio esterno……”.

Ciò premesso, come previsto anche dall’ARAN con parere prot. n. 16239 dd. 09.10.2018, si ritiene che l’indennità in parola possa essere riconosciuta solo a quel personale della Polizia locale che continuativamente e, quindi, in maniera non saltuaria o occasionale, renda effettivamente la propria prestazione lavorativa ordinaria in servizi esterni di vigilanza.

Inoltre, in casi particolari in cui la prestazione lavorativa nei servizi esterni non copra la durata della giornata lavorativa, in sede di contrattazione decentrata, l’indennità sarà necessariamente riproporzionata tenendo conto solo delle ore effettivamente rese nei servizi esterni.

 

Domanda

Nel caso di fruizione dei permessi per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici di cui all’art. 10 del CCRL 15.10.2018, come deve essere calcolato “il periodo di viaggio” che, ai sensi del comma 3, è ricompreso nell’assenza?

Risposta
 

Si ritiene che, nella propria autonomia organizzativa, ogni Amministrazione può utilizzare lo strumento ritenuto più idoneo. A mero titolo esemplificativo, si ritiene che possano essere adeguati allo scopo alcuni applicativi facilmente reperibili in rete (quali, a mero titolo esemplificativo, ViaMichelin e Google Maps).

 

Domanda

Quale indennità deve essere erogata al personale in turnazione che presta attività in giorno festivo infrasettimanale?

Risposta

Il comma 5 dell’art. 3 del CCRL 15.10.2018 afferma testualmente che "Al personale turnista è corrisposta un'indennità che compensa interamente il disagio derivante dalla particolare articolazione dell'orario di lavoro, riguardante anche le giornate festive, i cui valori sono stabili come segue:
a) turno diurno antimeridiano e pomeridiano (tra le 6 e le 22.00): maggiorazione del 10% del valore economico orario ottenuto dividendo per 156 la seguente retribuzione: omissis……;
b) turno notturno o festivo: maggiorazione oraria del 30% della retribuzione di cui al precedente punto a);
c) turno festivo notturno: maggiorazione oraria del 50% della retribuzione di cui al precedente punto a).”

Il successivo comma 6 inoltre stabilisce che "La prestazione lavorativa resa in giornata festiva infrasettimanale dà diritto all'equivalente riposo compensativo".

L’articolo 5 comma 1 del citato CCRL riguarda invece il personale che non essendo inserito in turno, per particolari e motivate esigenze di servizio, non usufruisce del giorno di riposo settimanale o presta attività in giornata festiva infrasettimanale. A tale personale deve essere corrisposto, per ogni ora di lavoro effettivamente prestata, un compenso aggiuntivo pari al 50% della retribuzione oraria e, qualora la prestazione lavorativa resa nel giorno festivo infrasettimanale sia almeno pari alla durata ordinaria dell’orario di servizio, lo stesso avrà diritto al riposo compensativo da fruire di regola entro 15 giorni e, comunque, non oltre il bimestre successivo.

Da ciò ne consegue che le maggiorazioni della retribuzione oraria previste dall’art. 3, comma 5, lettere b) e c) del CCRL 15.10.2018 per la turnazione (rispettivamente pari al 30% in caso di turno notturno o festivo ed al 50% in caso di turno festivo-notturno) e il compenso aggiuntivo pari al 50% previsto dall’art. 5, comma 1 per l’attività prestata in un giorno festivo infrasettimanale NON sono cumulabili.

Pertanto, al dipendente turnista che, nell’ambito dell’ordinaria programmazione del turno, presta l’attività lavorativa in una giornata festiva infrasettimanale spetterà esclusivamente l’indennità con la maggiorazione di cui all’art. 3, comma 5 del CCRL 15.10.2018 (così come prevista per il caso specifico) ed il diritto all’equivalente riposo compensativo.

Il riposo compensativo dovrà essere fruito, in analogia a quanto previsto dall’art. 5, entro 15 giorni e riduce il debito orario della settimana di fruizione.

 

Domanda

Nel calcolo del limite del trattamento accessorio di cui all’art. 23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 deve essere considerata anche l’incremento del salario aggiuntivo previsto dall’art. 20 e dettagliato nella tabella D allegata al contratto sottoscritto il 15.10.2018?


Risposta

L’aumento previsto dall’art. 20 del CCRL 15.10.2018 e riportato in dettaglio nella tabella D trova copertura nell’ambito delle risorse già destinate ai rinnovi contrattuali dai documenti di finanza pubblica. Essendo già stati quantificati in coerenza con i parametri previsti dagli strumenti di programmazione e di bilancio, gli aumenti non determinato effetti finanziari e non sono assoggettati ai limiti stabiliti dall’art. 23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017, in coerenza con i principi espressi dalla Corte dei Conti Sezione delle Autonome 19/2018.

 

Domanda

A seguito della sottoscrizione del CCRL 15.10.2018 il fondo per la contrattazione collettiva decentrata integrativa non trova più alimentazione nelle risorse già destinate per l’anno 2001 al pagamento del livello economico differenziato (LED) al personale in servizio nella misura corrispondente alle percentuali previste dal CCNL del 16.7.1996. Come devono essere finanziate tali voci?

Risposta

L’articolo 32 del CCRL 2018 innova le modalità di costituzione del fondo per la contrattazione collettiva decentrata integrativa introducendo un nuovo metodo di alimentazione, disapplicando il precedente articolato di cui all’art. 73 del CCRL 7.12.2006 e dell’art. 20 del CCRL1.8.2002.
Se precedentemente il livello economico differenziato (LED) era una delle voci di costituzione del fondo in argomento, ora l’art. 32 individua degli importi di risorse stabili correlate alla sola categoria, andando a perdere la precedente fonte di finanziamento.
Il livello economico differenziato è stato riassorbito nelle quote delle progressioni economiche orizzontali intese quali incrementi economici rispetto al trattamento tabellare iniziale di ciascuna categoria e trovano la propria fonte di finanziamento nelle quote delle risorse stabili calcolate ai sensi dell’art. 32 c. 1 del CCRL 2018.