la Regione dalla A alla Z

integrazione tra sociale e sanitario

Diversi studiosi sostengono che a ciascun problema sociale non risolto si associ un problema sanitario e viceversa.
Anche senza considerare posizioni estreme, appare facilmente comprensibile ed indispensabile la necessità di un’integrazione tra area sociale e sanitaria se si considerano per esempio:

   • un bambino maltrattato in famiglia che necessita di diagnosi e cure mediche, affido, famiglia e/o struttura di accoglienza;
   • un tossicodipendente che deve fare il reinserimento lavorativo e che necessita di una borsa lavoro e di una terapia di disassuefazione;
   • un soggetto in condizione di disabilità che richiede modifiche strutturali della propria abitazione, di ausilii e terapia rieducazionale;
   • la salute mentale quando un soggetto necessita di un’abitazione, un lavoro oltre che di una terapia specifica con farmaci o psicoterapia;
   • un soggetto anziano che vive solo, quando viene dimesso da un ospedale dopo una malattia acuta il venerdì pomeriggio.

Queste condizioni sono ben note e, purtroppo, si presentano con frequenza: se non affrontate in maniera adedguata, si associano a problemi di assistenza, improprio carico sulle famiglie, inappropriatezza dell’utilizzo dei servizi, maggiori costi, inefficacia o frammentazione delle cure, autoreferenzialità, ricorso a servizi a pagamento ecc.

In Friuli Venezia Giulia la normativa regionale è intervenuta con disposizioni organiche sull'integrazione sociosanitaria: con la legge regionale 41/1996 che ha definito norme per l’assistenza integrata ai disabili, la  legge regionale 49/1996 che ha definito l’organizzazione delle attività ad alta integrazione sociosanitaria, la legge regionale 10/1998 che ha definito le forme di assistenza integrata per gli anziani e poi ancora la legge regionale 23/2004 che ha normato compiutamente gli atti di pianificazione sociosanitaria integrata e gli atti di programmazione locale.

In quest’ambito la Giunta regionale con Delibera n. 3236/2004 ha approvato le Linee guida per la predisposizione del programma delle attività territoriali (PAT) e del piano di zona (PDZ) .

Anche il Piano sanitario e sociosanitario regionale 2006-2008 ha affrontato in più parti le modalità operative dell’integrazione sociosanitaria prevedendo i seguenti strumenti di integrazione:

   • punto unico di accesso;
   • sistema di valutazione multidimensionale integrato;
   • elaborazione di un progetto personalizzato;
   • individuazione di un coordinatore del caso;
   • definizione di un budget di salute.


Infine, non meno importanti, le leggi regionali 6/2006 (che ha introdotto, tra l’altro il Fondo per l’autonomia possibile e per l’assistenza a lungo termine ed il Reddito di base ed i progetti di inclusione per la cittadinanza) e 11/2006 (che ha normato gli interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità associata anche al Progetto obiettivo materno infantile), promuovono e definiscono l’integrazione sociosanitaria ai diversi livelli organizzativi.
ultimo aggiornamento: Wednesday 13 July 2011

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