la Regione dalla A alla Z

Promozione e controllo dei principi di parità e non discriminazione

 

La parità di genere nei programmi della Regione Friuli Venezia Giulia

Nel Friuli Venezia Giulia la promozione dei principi di parità ed il superamento delle discriminazioni tra uomini e donne nell'accesso al lavoro, nella retribuzione e nello sviluppo professionale e di carriera - supportati da una corposa produzione legislativa in tema di lavoro e di sicurezza sociale, di pari opportunità e di azioni positive - sono fra gli obiettivi della legge regionale n. 18/2005, declinati nel Programma Triennale regionale di politica del lavoro 2009-2011.

La parità di genere diviene così tema fondamentale di numerosi progetti regionali, interregionali ed europei tendenti a favorire il “protagonismo” femminile.

L'attuazione di tali progetti, nonché la vasta adesione riscontrata, dimostrano come la strada percorsa dalla cultura di genere sia notevole e come sia sempre crescente anche il numero delle associazioni e delle imprese che direttamente ed indirettamente si ispirano ai valori e alla pratica delle pari opportunità.

Accanto agli incentivi per l’assunzione, la stabilizzazione occupazionale e l’a utoimprenditorialità delle donne (vedi promozione e sviluppo dell’occupazione), nell'ambito della programmazione del Fondo Sociale Europeo e delle iniziative comunitarie EQUAL i progetti "Imprenderò", "Futura" ed ESS.ER.CI. hanno rappresentato strumenti importanti per valorizzare i percorsi di genere nel campo della formazione e del lavoro.

Non vanno inoltre sottaciute azioni più semplici che hanno fatto registrare risultati interessanti, come l'attuazione, attraverso il Fondo Sociale Europeo, di interventi di mainstreaming di genere che hanno fatto aumentare sensibilmente il numero di donne presenti ai corsi di formazione e che, assieme al cofinanziamento regionale alla legge n. 215/1992 sull'imprenditoria femminile e ad alcune altre leggi regionali (legge regionale n. 24/2004 riguardante interventi per la qualificazione e il sostegno delle attività di assistenza familiare e legge regionale n. 20/2005, riguardante il sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia) hanno costituito un pacchetto interessante di iniziative a sostegno della formazione, dell'occupazione femminile e dell'attività genitoriale e di cura.

Pari opportunità e azioni positive

L'Amministrazione regionale, nell'ambito delle politiche di pari opportunità tra donna e uomo, ha emanato con Decreto del Presidente n. 54/2010 il "Regolamento recante modalità di attuazione di iniziative e interventi diretti a diffondere la cultura del rispetto tra i sessi, a garantire la piena realizzazione delle pari opportunità tra donna e uomo, a promuovere e attuare strumenti di prevenzione e di rimozione delle discriminazioni, ai sensi dell'art. 7, comma 8, della Legge Regionale 21 luglio 2006, n. 12".
Si evidenzia che l'art. 11 del predetto Regolamento prevede l'erogazione di contributi, mediante procedimento contributivo a graduatoria, a favore di soggetti pubblici e privati che devono avere la sede o svolgere la propria attività nel Friuli Venezia Giulia ed essere iscritti a registri o albi. Sono ammissibili a contributo gli interventi realizzati nel territorio regionale diretti al perseguimento delle finalità oggetto del Regolamento e redatti nel rispetto dei criteri da esso fissati. Possono essere presentati entro la data del 31 maggio di ogni anno alla Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, Servizio lavoro e pari opportunità, Via San Francesco n. 37, Trieste. I progetti pervenuti entro tale data saranno valutati da una apposita Commissione che redigerà la relativa graduatoria, come previsto dall'art. 36, comma 2 della L.R. 7/2000. Il Servizio competente provvederà alla liquidazione del contributo concesso (che non potrà superare il 90% della spesa ammissibile per la realizzazione dell'intervento) a favore dei beneficiari indicati dalla Commissione sulla base delle risorse finanziarie disponibili.
Per maggiori dettagli si rimanda al testo completo del Regolamento presente nella sezione "Normativa" (LR 12/2006).
 
Di seguito è riportato il decreto della Direzione Centrale Lavoro, Formazione, Commercio e Pari Opportunità con il quale viene approvata la GRADUATORIA DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO PRESENTATE IN BASE AL REGOLAMENTO DPReg. 54/2010, RELATIVE ALL’ANNO 2011

 

Un altro strumento adottato dall'Amministrazione regionale in materia di pari opportunità, e più specificatamente relativo alle "Azioni positive", è il "Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione di contributi in materia di pari opportunità ai sensi dell'art. 2, comma 3 lettere g) e h) ed art. 3, comma 9 della Legge Regionale n. 23/1990 e successive modifiche e integrazioni", emanato con Decreto del Presidente n. 330/2007.
In base a tale Regolamento la Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, in raccordo con la Commissione regionale pari opportunità, predispone ed emana ogni anno uno specifico bando, rivolto agli Enti locali singoli o associati della Regione Friuli Venezia Giulia, con il quale viene data indicazione sull'oggetto delle azioni positive che potranno essere attuate dagli Enti locali e vengono determinati tutti i criteri per l'ammissione, la tempistica, la valutazione e la rendicontazione dei progetti.
 
Di seguito è riportato il decreto della Direzione Centrale Lavoro, Formazione, Commercio e Pari Opportunità con il quale viene approvata la GRADUATORIA DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO PRESENTATE IN BASE AL BANDO “PROGETTI DI AZIONI POSITIVE RIVOLTO AGLI ENTI LOCALI” PUBBLICATO SUL BUR N. 22 DD. 01.06.2011, RELATIVE ALL’ANNO 2011

La conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro

La mancanza o la carenza di servizi a sostegno del lavoro di cura ha costituito e costituisce una delle criticità all'inserimento e al permanere delle donne all'interno del mercato del lavoro: da un punto di vista culturale non sono infatti ancora consolidati il pieno riconoscimento del ruolo sociale della maternità e la pratica della condivicione delle responabilità genitoriali.

Per promuovere ed agevolare l'occupazione e l’occupabilità delle donne, perché esse non siano portate ad uscire anticipatamente dal mercato del lavoro o richiedere riduzioni di orario che influiscono in maniera importante non solo sui livelli di reddito della persona e del suo nucleo familiare ma anche sulla qualità della propria posizione nei contesti produttivi e professionali, è dunque importante l’ottenimento di orari di lavoro e di altre forme di flessibilità che favoriscano il lavoro di cura e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Tra le imprese, le parti sociali, le associazioni di categoria e i consulenti aziendali vi è una scarsa conoscenza, e dunque un mancato utilizzo, degli strumenti normativi e degli strumenti finanziari previsti dal legislatore nazionale per le aziende che attuano progetti pensati per promuovere la conciliazione dei tempi (legge 53/2000, art. 9) e per rendere effettivi i diritti e le opportunità delle lavoratrici e dei lavoratori in proposito.

Al fine di diffondere in modo capillare tra le imprese operanti nel territorio del Friuli Venezia Giulia la conoscenza dei finanziamenti, contributi ed aiuti pubblici previsti per i progetti di conciliazione in azienda e promuovere, incentivando, la sperimentazione di progetti di flessibilizzazione "family friendly" che si dimostrino sostenibili nel lungo periodo e possano diventare buone prassi replicabili sul territorio, la Direzione centrale lavoro assume, a livello regionale, una funzione di regia, coordinando le diverse iniziative in un’ottica di sistema e promuovendone un uniforme monitoraggio.

Controllo del rispetto della normativa antidiscriminatoria e promozione della parità di genere

La Consigliera regionale di parità è una figura istituzionale che ha il compito di controllo del rispetto della normativa antidiscriminatoria nell'ambito del lavoro
La Regione FVG ha inteso rafforzare gli organismi a tutela della parità di genere provvedendo alla nomina delle Consigliere provinciali di parità che, assieme alla Consigliera regionale, costituiscono una Rete regionale.
Tutte le Consigliere di parità, nell'esercizio delle proprie funzioni, sono pubblico ufficiale e hanno l'obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria per i reati di cui vengono a conoscenza.
Le Consigliere di parità sono legittimate a proporre ricorso giudiziale anche in via d'urgenza per tutti i casi di discriminazione, diretta ed indiretta, davanti al Tribunale in funzione di giudice del lavoro o al TAR territorialmente competente.
Le Consigliere possono promuovere conciliazioni presso le Direzioni Provinciali del Lavoro e la Consigliera regionale, in caso di discriminazione collettiva, presso il proprio Ufficio; il verbale redatto diviene titolo esecutivo con decreto del Tribunale in funzione di giudice del lavoro.

ultimo aggiornamento: Wednesday 21 March 2012